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La vicenda relativa al caso Obiang, e alla presunta distrazione fondi da parte del presidente della Sampdoria Massimo Ferrero dalle casse societarie, si è conclusa con la decisione del ​GUP Arturi di non rinviare a giudizio il presidente blucerchiato e assolvere i correi. La pianta accusatoria era stata ​giudicata "lacunosa e incompleta", basata "esclusivamente su asserzioni che, sebbene legittimate da indiscutibili profili di perplessità ricavati dalla singolare tempistica di flussi finanziari tra società dello stesso gruppo imprenditoriale, si presentano eccessivamente sbrigative ed apodittiche". Il gup aveva sottolineato che "la singolare scansione cronologica del versamento si incastra con millimetrica precisione nei termini di scadenza dei pagamenti dei debiti contratti dalle società del presidente blucerchiato. L’ipotetica ricostruzione alternativa dell’operazione finanziaria interna al gruppo Ferrero non legittimerebbe il rinvio a giudizio".

In sostanza, scrive Il Tempo, non erano state provate le accuse e ciò avrebbe reso impossibile il rinvio a giudizio del Viperetta. Ora però la Procura di Roma si starebbe preparando a presentare ricorso contro la decisione. L'esito potrebbe cambiare soltanto in presenza di nuove prove portate al Gup, dal momento che tutto ciò che è stato presentato era considerato insufficiente.