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Il Catania ha ancora la licenza per perseguire i propri obiettivi e materia per sognare in grande. L’assenza di Bergessio non è risultata un ostacolo per il gioco degli etnei, anche se i padroni di casa si erano dimenticati del loro modulo e delle loro caratteristiche per tutto il primo tempo con lanci lunghi ed alti per il piccolo e veloce Gómez facendo così il gioco del trio difensivo dell’Udinese. Nella ripresa tutto cambia, fortunatamente per lo spettacolo, con il Catania che ricomincia a giocare come sa palla a terra non lasciando scampo all’Udinese che dopo il contenimento efficace del primo tempo si squaglia al sole senza mostrare neanche un accenno di rimonta. Il solo Muriel davanti è poca ruba per i friulani che non riescono a rispondere alle sortite offensive dei catanesi che dilagano poi con lo stesso Gómez e con Lodi che trova la deviazione vincente direttamente da calcio di punizione. Ora i siciliani superano in classifica anche la Roma, mentre l’Udinese si attesta così a metà classifica vivendo più che un campionato di transizione dopo le due storiche qualificazioni consecutive ai play-off di Champions League. Nella prima parte del match poche sono le occasioni da gol con una fase di studio prolungata anche a causa dei diversi schieramenti messi in campo dai due allenatori alle prese con assenze illustri come Di Natala e Bergessio. La prima occasione arriva solo al 19’ con la punizione di Merkel con l’ex rossonero che cerca fortuna da calcio piazzato ma Andújar salva tutto mandando in angolo con un tuffo alla sua destra. Il Catania non riesce a distinguersi per il solito gioco palla a terra e cerca invece dei lanci lunghi a scavalcare la difesa o dei cross alti dalle corsie laterali per Gómez, che però non essendo un grande saltatore fa il gioco della retroguardia dei friulani, molto statici e molto fisici. La prima vera occasione per i padroni di casa arriva poco prima della mezz’ora di gioco con il sinistro di contro balzo di Barrientos che non trova però la porta dopo l’uscita con i pugni di Brkić. L’Udinese comincia a giocare in avanti con più insistenza dal 31’ quando l’azione personale di Faraoni mette apprensione alla retroguardia di casa, anche se la conclusione viene parata senza difficoltà da Andújar. I friulani riescono ad essere pericolosi sempre su calcio da fermo, e sul servizio di Pereyra da destra c’è lo stacco aereo di Angella che agevolmente supera tutta la difesa ma non il portiere con il pallone che finisce alto sopra la traversa. La ripresa incomincia senza cambi ma il Catania prova a spingere sull’acceleratore e Benatia è costretto a spendere il cartellino giallo per fermare la velocità di Gómez. Poco dopo infatti arriva il vantaggio dei padroni di casa con un’altra azione velocissima fatta partire da Almiron, scambio in area tra Castro e Gómez e quest’ultimo mette alle spalle di Brkić firmando il gol del vantaggio ed il sesto personale in campionato. Arriva subito la risposta dell’Udinese con la girata in area di rigore di Benatia, ma la conclusione del difensore marocchino finisce direttamente tra le braccia dell’estremo difensore Andújar. La partita finalmente si accende, ma si infiamma anche dal punto di vista disciplinare con De Marco che è costretto ad ammonire Bellusci per un intervento gratuito su Muriel ed espellere Potenza per le continue proteste dalla panchina. Guidolin cerca di rispondere con l’ingresso di Campos Toro che prende il posto di Faraoni, il cileno fa fatica però per rompere il ghiaccio visto che al primo intervento il classe ’89 non arriva in tempo sul buon servizio di Merkel che aveva liberato il neo entrato sull’out di sinistra. L’Udinese non riesce a riorganizzarsi ed il Catania colpisce ancora con due fiammate importantissime. E’ bravissimo Castro ad impostare verso Barrientos, il movimento dell’argentino disorienta Angella prima di crossare in mezzo dove si fa trovare pronto ancora Gómez che di testa insacca la sua seconda doppietta stagionale ma soprattutto il raddoppio che annichilisce l’Udinese. Sulle ali dell’entusiasmo il Catania chiude definitivamente il match con la punizione dalla distanza di Lodi che non lascia scampo a Brkić, con il portiere friulano disorientato anche dalla deviazione decisiva di Muriel che appostato in barriera rende più veloce la conclusione del centrocampista del Catania. Guidolin a questo punto toglie Merkel per inserire una punta con Ranégie che va a far compagnia a Muriel in avanti. Proprio questa mossa porta al gol l’Udinese con l’attaccante colombiano che sfrutta l’errore di posizionamento del duo Marchese-Bellusci con un diagonale che supera Andújar per il gol della bandiera.