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Esaurita l'analisi degli episodi arbitrali e presa conoscenza delle sanzioni comminate a Gennaro Gattuso e persino al medico sociale Brozzi per le parole rivolte all'arbitro Banti, il dibattito è presto slittato dall'operato del direttore di gara livornese nella finale di Supercoppa alle polemiche suscitate dalla differente gestione delle proteste di allenatori e altri tesserati avuta negli ultimi tempi. Se il tecnico del Milan ha esagerato nei modi e nei toni, il turno di squalifica è sacrosanto, ma se questo ragionamento non vale per tutti i suoi colleghi allora sorge un problema.

IL PRECEDENTE SPALLETTI - Prima di arrivare al nocciolo della questione, facciamo un passo indietro di qualche mese. L'Inter vince a Genova contro la Sampdoria a tempo quasi scaduto una partita tiratissima, non priva di episodi controversi e di interventi del Var più o meno chiarificatori; Luciano Spalletti accoglie il gol esultando in maniera liberatoria verso una telecamera e, secondo una prima ricostruzione presente nel referto arbitrale, provocatoriamente all'indirizzo del quarto uomo Piccinini. Il Giudice Sportivo commina un turno di stop, prontamente cancellato dopo il ricorso presentato dal tecnico nerazzurro e dalla sua società, nel quale viene dimostrato come l'equivoco fosse nato da un'interpretazione assolutamente soggettiva dell'ufficiale di gara che aveva segnalato il suo comportamento.


E ALLEGRI? - Frutto di una lettura personale deve essere stata anche la scelta del quarto uomo Di Liberatore, in occasione della partita Fiorentina-Juventus del gennaio 2017, di non evidenziare nulla dell'atteggiamento tenuto nei suoi confronti dall'allenatore bianconero Massimiliano Allegri, colto dalle telecamere di Sky a rivolgersi in maniera molto accesa e con espressioni inequivocabili. In quel caso non fu adottata nessuna misura punitiva, il che può starci tranquillamente, visto che ciò emerge da tutte queste situazioni è che ogni arbitro, ogni ufficiale di gara, è una persona con sensibilità diverse, a seconda del proprio carattere e dei casi specifici. Tutto normale, tutto perfetto, se non fosse che il calcio vive all'interno di un sistema di norme che per tutti dovrebbero valere e per chiunque dovrebbe essere applicato nella medesima maniera. 

Se, esattamente come sta avvenendo con l'applicazione della tecnologia Var, la soggettività diventa una discriminante decisiva, le polemiche sono inevitabili e vanno accettate. Altrimenti qualcuno ci spieghi perchè Gattuso sì, Spalleti ni e Allegri no...