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Antonio Conte stavolta ci ha messo del suo. Sarebbe forzato e ingeneroso ovviamente attribuire al pareggio di mercoledì contro il Sassuolo e alle discutibili scelte di formazione dell'allenatore salentino il deciso calo delle chance scudetto della formazione nerazzurra, ma in un momento così particolare e con un calendario che, sulla carta, avrebbe dovuto favorire i suoi dopo la ripresa, ogni punto lasciato per strada rischia di rivelarsi fatale. Sono 8 ora quelli di distacco dalla capolista Juventus e con entrambi gli scontri diretti persi, la Lazio rimane a +4 nonostante il ko di Bergamo e ad incombere ora è proprio la lanciatissima Atalanta, che ha solo 4 lunghezze in meno.

TURN-OVER AVVENTATO - Le scelte di Conte, dicevamo, in parte forzata dalle assenze contemporanee a centrocampo di Brozovic, Sensi e Vecino, ma in parte dettate dalla volontà di far rifiatare alcuni dei giocatori più spremuti dopo la semifinale di Coppa Italia col Napoli e il match con la Sampdoria. Il tecnico nerazzurro ha risparmiato contemporaneamente De Vrij, Barella, Candreva, Young e Lautaro e ancora una volta ha scelto di bocciare Godin - considerato una causa persa nella difesa a 3 - pur di rilanciare Ranocchia. E' vero, la trasferta di domenica a Parma spaventa, perché la squadra dell'amico D'Aversa ha dimostrato di essere in forma,  ma anche il Sassuolo di De Zerbi, uscito eccessivamente ridimensionato dall'1-4 contro l'Atalanta del turno precedente, meritava rispetto. E soprattutto, con un ritardo in classifica già di 6 punti dalla Juve alla vigilia, ogni occasione andrebbe colta.
SENZA OBIETTIVI? - E così, dopo aver fallito gli obiettivi Champions League e Coppa Italia, Conte e la sua Inter rischiano seriamente di vivere un mese di luglio con pochissimi stimoli e la sola Europa League da affrontare da agosto in una Final Eight - a partire dalla gara secca col Getafe - ricca di incognite. Mancanza di mentalità vincente, poche alternative degne dei titolari ma anche una gestione degli uomini nelle partite decisive della stagione sono i veri crucci della prima esperienza del tecnico salentino alla guida dell'Inter. E se i primi due punti non sono assolutamente imputabili solo e soltanto a Conte, la partita col Sassuolo rischia di rappresentare un enorme rimpianto nel campionato di Lukaku e compagni e una macchia sulla gestione da parte dell'allenatore.