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L'eterna volontà di essere protagonista, sempre e comunque. Aurelio De Laurentiis non si smentisce e nel giro di pochi giorni ha già regalato diversi spunti, spaziando su ogni fronte possibile. Dal calcio alla politica, passando anche la vicenda personale della positività al coronavirus. Un'estate frenetica per il presidente del Napoli, sceso in campo in prima persona anche sul fronte dei diritti tv e della trasformazione della Lega in una media company e per la riapertura degli stadi. Ma, come spesso succede, quando è troppo forte il desiderio di essere al centro della scena, può capitare di incorrere in qualche esagerazione.

PASTICCIO MILIK - Non si può considerare esclusivamente sua la responsabilità per un affare ad oggi naufragato, ma è indubbio che sulla telenovela di mercato con protagonista Milik ci sia l'imprinting di De Laurentiis. Che non ha fatto sconto alcuno a un calciatore con cui i rapporti sono gelidi da diversi mesi, da quando lui e il suo entourage hanno deciso di non prendere in considerazione alcuna proposta di rinnovo del contratto. L'assoluta inflessibilità mostrata sulla multa per l'ammutinamento della scorsa stagione e sulle  mensilità trattenute per l'emergenza Covid si è scontrata con un giocatore altrettanto determinato a far valere le sue ragioni. Facendo sfumare 26 milioni di euro che, a un anno dalla scadenza, tanto comodo avrebbero fatto alle casse del Napoli e che alimentano il rischio di perdere Milik a costo zero. Per non parlare della linea dell'intransigenza su Koulibaly, che senza un'offerta da almeno 70 milioni non può partire ma il cui addio sarebbe necessario anche per sbloccare le ultime trattative in entrata.
DA DE LUCA AL COVID - Se le scelte di mercato e le strategie di gestione del club sarà più giusto e normale commentarli a trattative concluse, i comportamenti del De Laurentiis persona nelle ultime settimane hanno lasciato a desiderare su più fronti. L'utilizzo del Napoli per promuovere la corsa alla riconferma di De Luca come governatore della Campania nel mente delle votazioni è una gaffe abbastanza incredibile, oltre che dimostrazione di scarso senso civico, considerando che è stato violato un principio basilare come la par condicio. C'è poi la vicenda, che ci limitiamo a definire grottesca, della famigerata partecipazione all'ultima assemblea di Lega nonostante il presidente azzurro avesse già manifestato segnali di malessere fisico. Non ci avventuriamo a definirli sintomi da Covid, perché non eravamo né a Capri - dove De Laurentiis si trovava prima di partire per Milano - nè con lui in viaggio. Ma è curioso che l'esito del tampone, risultato poi positivo, sia arrivato poche ore dopo la conclusione del vertice alla presenza degli altri presidenti e dirigenti di Serie A. La cui salute è stata messa pericolosamente a repentaglio dalla condotta poco responsabile di De Laurentiis. Protagonista sempre e comunque, ma non è detto che sia una cosa di cui vantarsi.