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Continua a giocare a nascondino Gian Piero Gasperini quando gli viene chiesto se la sua Atalanta possa essere il terzo incomodo tra Juve e Inter per la conquista dello scudetto. L'allenatore nerazzurro, da tempo propenso alla lamentela preventiva, evidentemente non crede nella capacità di ripetersi di una squadra che è ormai una realtà sempre più consolidata nel nostro calcio e nemmeno nella strategia di rafforzamento intrapresa dalla società, che ad oggi non lo ha praticamente privato di nessuno dei suoi pezzi pregiati  - è partito solo Castagne - e che ha anzi aumentato le alternative in quasi tutti i reparti. O forse è quello che vuol far credere a noi giornalisti...

PIU' ALTERNATIVE - Poche storie. Se non ci saranno stravolgimenti negli ultimi giorni di mercato, l'Atalanta di quest'anno è ancora più forte di quella della stagione passata. In difesa è arrivato un elemento di prospettiva come Romero che, dopo il passaggio a vuoto col Genoa nell'ultimo campionato, può ritrovarsi nella linea a tre di Gasperini; a centrocampo, la partenza di un calciatore duttile come Castagne (subito incisivo a Leicester) è stata colmata dall'arrivo di Piccini e Mojica, mentre a livello centrale il ritorno di Pessina riempie la casella lasciata vuota da Tameze, in attesa di un probabile ulteriore puntello.
PENSARE IN GRANDE - Ma le notizie più belle arrivano dalla trequarti in su. La pesante perdita di Ilicic è stata colmata innanzitutto con le conferme di Gomez e Malinovskyi e con l'investimento su un calciatore molto ambito sul mercato come Miranchuk, come dimostra l'interesse manifestato anche dal Milan. Zapata e Muriel, 19 gol a testa nell'ultima Serie A, in passato sarebbero stato sacrificati senza troppi complimenti per questioni di bilancio. Il presidente Percassi è andato oltre, respingendo i 30 milioni messi sul piatto dalla Juventus per Duvan e regalando a Gasperini un'ulteriore soluzione, l'olandese Lammers dal PSV Eindhoven. Considerato addirittura un eccesso dal tecnico piemontese, che deve però cominciare a prendere atto della possibilità di giocarsela fino in fondo in tutte le competizioni con una rosa più profonda. Perché questo significa ragionare da grande e in grande. Semplice pretattica quella del Gasp o è lui non essere all'altezza di un'Atalanta da scudetto?