Non è più una questione di gol. Qui non si parla soltanto della capacità di Gonzalo Higuain di ripresentarsi ai nastri di partenza con la stessa rabbia esibita in quell'esultanza liberatoria dopo il gol alla Spal del 29 dicembre scorso, quello che ha mantenuto il Milan a stretto contatto col quarto posto e interrotto il digiuno del Pipita, che durava da ben due mesi. Nel bel mezzo di una sessione di mercato apertasi tra mille incognite in casa rossonera, complice un contenzioso con la Uefa dall'esito imprevedibile, sono tornate a farsi insistenti le voci su un addio, le indiscrezioni sul malessere dell'argentino. E la sensazione diffusa è che né lui né il Milan ci raccontino tutta la verità.

L'OMBRA DI SARRI - C'è qualcosa di non detto nella storia tra un club che ha riposto molte delle sue speranze di tornare in Champions League nell'investimento più importante della scorsa estate e il giocatore arrivato dalla Juventus. Possibile che i patimenti, le difficoltà accusati nella prima metà di stagione siano figlie soltanto di un'eccessiva voglia di rivalsa sfociata nell'espulsione subita nella partita contro la squadra che lo ha scaricato? E che a questa si sia sommata l'incertezza sul proprio futuro, legato a doppia mandata al raggiungimento o meno del quarto posto? No, manca un pezzo in tutta questa ricostruzione. Un tassello che ha le sembianze di Maurizio Sarri, l'allenatore che più di chiunque altro ha saputo valorizzare Higuain, e che nel periodo più delicato della sua carriera si sta spendendo per offrirgli l'ultima grande occasione. IL MILAN MERITA RISPETTO - E' quanto meno sospetto che, proprio dopo essersi finalmente sbloccato a livello realizzativo e con quell'abbraccio a Gattuso che pareva mettere a tacere tanti discorsi, la società Milan, nella persona di Leonardo, abbia optato per una reprimenda pubblica, a mezzo stampa, nei confronti del giocatore chiamato a fare la differenza da qui a fine stagione. Ci sarà modo di tornare sopra la scelta del club di palesare così apertamente il proprio fastidio,  ma questo non toglie che Higuain non si stia dimostrando inappuntabile a livello professionale. Lo sforzo economico compiuto per ingaggiarlo, 18 milioni di euro per il prestito più un ingaggio (bonus compresi) lordo di altri 18 milioni, meriterebbe ben altro piglio, ben altro spirito. Ben altra onestà intellettuale. L'argentino non si sente valorizzato da una squadra come il Milan e vorrebbe cambiare aria? Parlasse chiaro, perché fino ad oggi tutta la verità non è stata raccontata.