118
Non è passato nemmeno un anno dal suo arrivo a Milano, accolto dall'entusiasmo generale di un popolo sentitosi “tradito” dalla pallida versione ammirata di Gonzalo Higuain. Il clima attorno a Krzysztof Piatek oggi è clamorosamente diverso, complici i soli 11 gol realizzati dal gennaio scorso e una serie recente di prestazioni che hanno alimentato l'esasperazione dei tifosi del Milan, fino alla sonora contestazione di San Siro di sabato sera. Se il bomber polacco è la copia sbiadita del cecchino infallibile che aveva mandato in visibilio la Genova rossoblù nella prima parte della passata stagione, la colpa è anche di chi lo circonda.

DOV'E' IL PROGETTO? - E pensare oggi di liberarsene come di un peso (è stato pagato 35 milioni di euro!) e di puntare tutte le proprie fiches su un 38enne come Zlatan Ibrahimovic vuol dire non avere minimamente in testa la traccia di un progetto sportivo. Il campione svedese ha indubbiamente tutte le qualità, tecniche e caratteriali, per essere ancora un fattore decisivo in Serie A, ma credere che lui da solo possa essere la soluzione a tutti i problemi della formazione rossonera significa avere una visione parecchio distorta della realtà. Il Milan ha difficoltà in tutte le zone del campo, criticità che non sono mai state affrontate in profondità da diversi anni a questa parte, in primis la costruzione di un centrocampo qualitativamente all'altezza del blasone e più in generale di una squadra che non costringesse l'allenatore di turno a basarsi su un sistema di gioco (il 4-3-3), che ha mostrato più limiti che benefici.

NON SONO DA MILAN - Secondo quanto risulta a calciomercato.com, ad oggi Maldini e Boban guardano al mercato di gennaio per trovare una sistemazione a calciatori che cercano maggiore minutaggio (Rodriguez) o che non sono più centrali nel progetto (Kessie e Borini), mentre in entrata si va alla ricerca di un difensore centrale, di un terzino sinistro e di un centravanti. Nessuna traccia di rinforzi in mediana o di un esterno offensivo capace davvero di fare la differenza nell'uno contro uno e di aumentare i rifornimenti per la punta. Considerando una situazione di classifica già ampiamente compromessa, i dirigenti rossoneri optano per la più classica delle scorciatoie, sperando che l'ennesimo tentativo, l'ennesima rivoluzione porti alla svolta. Cose da Milan? Manco per sogno.