Un'operazione costruita in maniera estremamente meticolosa per salvaguardare il più possibile i conti di un club sempre su cui l'occhio della Uefa resta vigile, nonostante il raggiungimento degli obiettivi in tema di Fair Play Finanziario. 34 milioni di euro, più 8 di eventuali bonus, investiti per uno dei giovani attaccanti di maggior prospettiva sbarcati recentemente nella nostra Serie A, ad oggi tutt'altro che un buon affare per la Roma della gestione Pallotta-Monchi. Patrick Schik si è fermato, per l'ennesima volta dal suo sbarco nella Capitale nell'estate 2017; il problema muscolare che gli impedirà di partecipare alla prossima sfida di campionato contro la Spal è solo l'ultimo di una lunga serie, che gli ha già fatto perdere ben 75 giorni di calcio giocato.

ALTRO CHE VICE DZEKO - Due mesi e mezzo di assenza complessivi per un giocatore che, al di là di una fragilità fisica conclamata (e non ci riferiamo ovviamente ai problemi di natura cardiaca che hanno stoppato il suo passaggio alla Juventus), continua a non convincere per qualità delle prestazioni e atteggiamento caratteriale dopo aver stupito tutti con la maglia della Sampdoria. Una concorrenza quella di Dzeko che si è fatta uno scoglio sempre più difficile da superare, vuoi per i numeri collezionati a Roma dal bosniaco e la sua imprescindibilità nel sistema di gioco di Di Francesco, vuoi per l'incapacità del ceco di cogliere quelle occasioni che gli sono state concesse. Solo 3 i gol segnati nelle 32 presenze collezionate sin qui, ben 4 le panchine messe a referto, senza entrare in campo, nelle prime 8 giornate di campionato. Numeri decisamente sconfortanti per chi, nella testa dei dirigenti della Roma, avrebbe dovuto essere il dopo Dzeko, considerando il tentativo poi non andato a fine di piazzare l'attuale numero 9 al Chelsea del gennaio scorso.
A GENNAIO SI DECIDE - Di Francesco lo ha prima pungolato, in particolare dopo i disastrosi 21 minuti di Madrid, lo ha più recentemente elogiato esaltandone l'enorme potenziale tecnico a disposizione ma, dopo 15 mesi in giallorosso, il club capitolino non più permettersi di aspettare. Nemmeno un calciatore così giovane e pagato così a caro prezzo. Un problema in più per il tecnico romanista, costretto a spremere oltre ogni ragionevole limite il suo centravanti titolare (già 810 i minuti sommati da inizio stagione da Dzeko), senza una credibile alternativa. Una lacuna eventualmente non colmabile prima di gennaio, quando la Roma e Schick potrebbero trovarsi di fronte a un bivio, quello di insistere su un ragazzo dalle indubbia qualità, ma forse non sufficienti per una piazza così esigente e ambiziosa, o di cercare una sistemazione in prestito per valorizzarlo al meglio e non disperdere un potenziale patrimonio, ad oggi il più grande flop della gestione Pallotta-Monchi.