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La fine del girone d'andata è l'occasione per tracciare una linea e stilare un bilancio di quanto successo finora e di ciò che ci aspetta nei prossimi mesi. In redazione abbiamo riunito tre grandi figure del giornalismo sportivo italiano, protagonisti della nostra rubrica '100° minuto'. Alberto Cerruti (ex prima firma della Gazzetta dello Sport), Giancarlo Padovan (ex prima firma del Corriere della Sera e direttore di Tuttosport) e Alberto Polverosi (ex prima firma del Corriere dello Sport) hanno detto la loro, dalla Juve di Sarri all'Inter di Conte, passando per il Milan di Ibrahimovic, la crisi del Napoli e l'Italia versione Euro2020. Un dibattito vivace, bello, interessante, nel quale la competenza e la professionalità si sono mischiate con la passione. Ve lo proponiamo: è tutto da leggere.

QUESTIONE RONALDO: COME VALUTATE L'AFFARE UN ANNO E MEZZO DOPO IL SUO ARRIVO?

POLVEROSI:
"La Juve deve cederlo. Cos'ha porato finora? I tre gol all'Atletico vero, ma anche Dybala aveva segnato al Barcellona. Si dice che Ronaldo sia il centro solo per motivi di marketing. Io ad oggi tra lui e Dybala mi prendo Dybala, mi entusiasma. Ronaldo è tanta roba, ma solo Dybala fa quelle giocate in Italia. A Roma è stato il migliore, è dovuto uscire. Qualcosa non mi torna. Senza Ronaldo la Juve ha vinto sette scudetti ed è andata due volte in finale di Champions. Cosa ha dato Ronaldo, oltre a Giorgina e compagnia bella? Matuidi fa il mulo di Ronaldo, come fu Lodetti con Rivera". 

CERRUTI: "Ronaldo è l'uomo Champions, se non la vincono è un fallimento sportivo ed economio. I bilanci ora sono in rosso, con lui la Juve non ha fatto niente di più in Europa rispetto a quando non c'era. Ronaldo ha portato più ai media che alla Juve. Il tifoso vuole vincere, ma lo scudetto lo vinse anche con Matri e Vucinic. E con Conte ha fatto il record di punti". 

PADOVAN: "Credo che la Juve si sia pentita di aver preso Ronaldo, si aspettavano - anche a livello economico - un impatto maggiore. Il boom non c'è stato, è un giocatore usurato sul piano dell'immagine, che è reiterata. Non è un giocatore nuovo a cui le folle si attaccano, ha portato poco dal punto di vista tecnico. In rapporto, Lukaku all'Inter ha portato di più". 

È DIVENTATA LA JUVE DI SARRI O È ANCORA LA JUVE DI ALLEGRI?

POLVEROSI: "Abbiamo in testa il Sarri capo del partito del bel gioco, e lui ha favorito questa cosa mediaticamente. All'Empoli, la difesa stava sulla linea di metà campo, ora la difesa della Juve sta in area. A lui non interessa giocare bene o male, ha capito che alla Juve può vincere e segue quella strada. La Juve lo ha definitivamente cambiato, lui non ha cambiato quasi per nulla la Juve. Il Bologna di Ulivieri giocava benissimo, poi andò fuori di matto quando arrivò Baggio. Sarri per me è stato bravissimo, aveva la mentalità dell'organizzatore e si è ritrovato solo campioni, capendo che non era il caso di andare avanti con le sue idee. Credo abbiano preso Sarri perchè rimasti scioccati dopo il ko con l'Ajax, l'unica partita al termine della quale parlò Angelli. Non è un caso".

CERRUTI: "Aspettarsi di più? Agnelli si aspettava di più, non noi. Pensava che Sarri fosse il Ronaldo della situazione, ma la Juve in campo non ha dato lo spettacolo che c'era nella loro testa. Non hanno i giocatori adatti, siamo prigionieri dell'immagine di Sarri al Napoli, ma non è riproducibile. Il gioco lo fai con i calciatori, non con l'allenatore. In sei anni Guardiola non è mai arrivato in finale, non aveva i vari Xavi e Iniesta. Il Sarri integralista è meglio, ma solo in certe squadre e con certi giocatori. La Juve voleva il Ronaldo della panchina, il grande nome. Guardiola non potevano prenderlo, è rimasto Sarri. È una scelta sbagliata, il sogno del tifoso - come diceva Prisco - è vincere al 90' sotto rete".

PADOVAN: "Anche Guardiola al Bayern non è mai riuscito a fare il tiki-taka. La Juve non ha giocatori da Sarri e la colpa è dei bianconeri, che non hanno preso i giocatori che voleva. Khedira, Matuidi e Higuain dovevano andarsene, i centrocampisti dovevano avere altre caratteristiche. Non ha la squadra che voleva, ma la Juve non può fargli la squadra che vuole. Alcuni giocatori che aveva a Napoli sono di livello medio, ma funzionali. Allegri era meglio nel gestire i campioni, tenendo quasi sempre le questioni nelle segrete stanze". 

IL GIOCO DELL'INTER E LA QUESTIONE CONTROPIEDE: HA RAGIONE CAPELLO O CONTE?

POLVEROSI: "L'Inter non nasce contropiedista, ma il suo contropiede è il più letale del campionato. Lukaku è una locomotiva, Capello dice una cosa vera: i nerazzurri rendono di più se hanno spazio da sfruttare. Non capisco cosa ci sia da vergognarsi. Il giorno dopo quel Napoli-Inter ho guardato il derby di Manchester: il City di Guardiola ha fatto due gol in contropiede. Se Conte potesse non parlare dopo la partita, sarebbe tra i migliori a livello nazionale". 

CERRUTI: "Il contropiede fatto bene è spettacolo è godimento, non c'è da vergognarsi. Contropiede è anche un termine extra-calcistico, dobbiamo essere orgogliosi di averlo coniato. Conte, a differenza di Sarri, va bene in ogni squadra. È come un tubetto di dentifricio, lo spreme fino alla fine. Il Milan, ad esempio, con Conte, sarebbe più avanti". 

PADOVAN: "Concordo, non c'è niente di male. L'Inter non gioca in contropiede, ma fa alcuni gol in contropiede". 

CON ERIKSEN E GIROUD, L'INTER È ORA AL PARI DELLA JUVE?

POLVEROSI: "Sono due giocatori fortissimi, ma è Young quello che gli serve di più. Sanchez è una riserva, ma al top della forma avrebbe ruotato insieme a Lukaku e Lautaro, mentre Young è la vera aggiunta". 

CERRUTI: "Eriksen è fortissimo. L'Inter ora ha anche giocatori per l'Europa League, ma Conte la snobberà. Ha in testa solo lo scudetto". 

PADOVAN: "L'Inter era già da scudetto, così ancora di più".

DOVE ARRIVERÀ IL MILAN CON IBRAHIMOVIC?

POLVEROSI
: "Ibra al Milan dà sei mesi di tempo, quelli necessari per realizzare il vero Milan che i dirigenti hanno in testa. Tecnicamente è un buon acquisto, all'Inter o alla Juve non avrebbe lo stesso impatto. Mentre Ronaldo alla Juve dà l'1% in più, tra l'Ibrahimovic di oggi e il resto del Milan c'è un abisso". 
CERRUTI: "Legandomi a Ronaldo: in scala ridotta, è un'operazione uguale a CR7 a livello mediatico. Ibrahimovic non porterà il Milan in Champions, al massimo in Europa League. Ovvero un fallimento. Qualche gol lo farà, ma anzichè dodicesimo il Milan arriverà sesto. Il livello ora è più basso, lo dimostra il fatto che giocatori come Ibra e Ribery fanno ancora la differenza". 

PADOVAN: "È un'operazione che non ha senso. Il Milan aveva un progetto completamente diverso, basato sui giovani. Volevano imitare l'Arsenal, ma le opzioni sono due: o hanno capito che non possono, o erano talmente disperati da prendere Ibra. Qualche gol lo farà, è un'operazione insensata ma con qualche utilità. Mediaticamente è un'operazione felice, i milanisti hanno ritrovato orgoglio e voglia di andare allo stadio. Zlatan ha uno spirito vincente, ma non è un trascinatore di spogliatoio". 

CAOS NAPOLI: CHI È IL COLPEVOLE?

IN CORO: "De Laurentiis". SPIEGA POLVEROSI: "In nessuna azienda il datore di lavoro può essere nemico dei dipendenti". 

PADOVAN: "De Laurentiis, ha sbagliato con il ritiro. E poi la squadra era da rifare, il mercato è stato troppo debole".

CERRUTI: "Il presidente ha rotto l'ambiente. Se riesce a far dire ad Ancelotti quella frase sul ritiro, significa che non c'è comunicazione. È andato contro il pubblico, Higuain e Cavani se ne sono andati infuriati, così come Sarri e Mazzarri. A proposito: il lavoro di Mazzarri è sottovalutatissimo".

INTERVIENE POLVEROSI: "L'allenatore migliore della storia recente del Napoli è stato Mazzarri, che aveva una squadra inferiore all'attuale. Oltre a Conte, Mazzarri è bravissimo nel migliorare i giocatori. In Italia seguiamo troppe mode, anche sui giocatori".  

GRANDE SORPRESA DELL'ANNO È LA LAZIO: DOVE PUÒ ARRIVARE?

POLVEROSI: "L'ottavo posto dell'anno scorso è assurdo, un fallimento. Possono vincere lo scudetto, hanno una partita a settimana e 14 giocatori. Prendiamo Lucas Leiva: Brozovic è meglio di lui? No. Pjanic sta giocando meglio? No. Da parte c'è Milinkovic: Barella e Matuidi sono meglio? No. Per non parlare di Luis Alberto, è monumentale. Poi ci metti Correa e uno come Immobile, oltre a Caicedo che si sposa bene con entrambi. Sembra il Milan di Ancelotti, pieno di talento. E qui non c'è nemmeno il Gattuso di turno. Inzaghi è stato bravissimo a metterli tutti insieme". 

PADOVAN: "Può ambire allo scudetto, anche se per me non lo vincerà. Paradossalmente, la sua forza è la ritrovata armonia in società. Tare non sbaglia un colpo, il club è un corpo unito. Non ha alcun obbligo, l'obiettivo è la Champions". 

CAPITOLO NAZIONALE: QUANTO PESERÀ L'INFORTUNIO DI ZANIOLO?

POLVEROSI: "Tanto, ma da ora in poi qualcosa potrebbe cambiare. I giovani ci sono, Mancini ha un fiuto pazzesco nella scelta. Il "problema", se così si può definire, sarà Pellegrini, che sta facendo il miglior campionato di sempre. Nella Roma gioca dietro a Dzeko, nell'Italia non sarà facile lasciarlo fuori". 

CERRUTI: "Peserà tantissimo. Vedevo bene Zaniolo nei tre d'attacco insieme a Chiesa e Immobile. Zaniolo è meglio dello stesso Chiesa e di Bernardeschi. Zaniolo è il miglior giovane italiano, l'azione in cui si è infortunato è la sua fotografia". 

PADOVAN: "L'assenza sarà importante, è il giocatore che ha fatto i maggiori progressi. Sa fare quasi tutto, ha forza e tecnica. Con Zaniolo eravamo tra le prime quattro, senza non lo so. Ma abbiamo le chances per vincere". 

ANCORA POLVEROSI: "Come esterno non dimentichiamo Orsolini. Lui fa gol, Chiesa no". 

TUTTI E TRE CONCORDANO SUL PRONOSTICO: "La Francia è ancora molto distante, le altre no. Germania e Spagna non sono irraggiungibili, solo il Belgio ha qualcosa in più". 

ULTIMA DOMANDA: COSA NE PENSATE DI DE ZERBI E DELLA SUA FILOSOFIA?

PADOVAN: "Sospendo il giudizio, mi aspettavo qualcosa di più. Il Sassuolo sta facendo una stagione anonima. Non mi sorprenderei se a fine stagione se ne andasse, forse vuole misurarsi con un'altra piazza. Fin qui ha fatto meno delle aspettative. Al contrario di Zeman non ha mai vinto niente. A volte vincere è importante". 

POLVEROSI: "Allenatori di questo tipo è giusto che stiano nelle società in cui non è obbligatorio vincere. Lì possono esprimersi in toto, per vincere devi limitare l'azione che parte dal basso, essere meno esteta, togliere qualche rischio".