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    Cessione Sampdoria, spunta Pallotta: l'ex Roma vuole tornare nel calcio

    Cessione Sampdoria, spunta Pallotta: l'ex Roma vuole tornare nel calcio

    • Redazione CM
    Inizia a circolare un nome nuovo a Genova, sponda Sampdoria, in merito al possibile acquisto della società blucerchiata. In realtà, il profilo è una vecchia conoscenza del calcio italiano, perché si tratta di James Pallotta, ex presidente della Roma, intenzionato a rientrare nel mondo pallonaro tricolore anche per una sorta di ‘rivincita’ personale.
    A lanciare la notizia è l’edizione genovese de La Repubblica. Secondo il quotidiano, a capo di una cordata interessata alla società ci sarebbe un italo americano, e l’identikit riporterebbe proprio a Pallotta. Stando alle indiscrezioni di Wall Street, sarebbe proprio lui a tirare le fila dell’unico soggetto che attualmente ha attivato una due diligence, a seguito dell’arrivo dell’advisor Lazard.

    In America, la Sampdoria viene considerata appetibile alla pari di Fiorentina e Napoli, due società però non in vendita o difficili da raggiungere, per la possibilità di abbinare sport e turismo. La liquidità sul mercato a stelle e strisce sta convincendo numerosi imprenditori ad entrare nel mondo italiano. Pallotta, tra l’altro, si era interessato anche al Palermo, dove l’advisor era sempre Lazard.

    STADIO - Nel progetto di Pallotta inoltre sarebbe centrale la questione stadio, cosa che a Roma aveva rappresentato uno dei principali motivi di scontro. A Genova potrebbe ottenerne velocemente la concessione o la proprietà, lavorando con 777, che peraltro conosce piuttosto bene. “Ho un amico che ha comprato il Genoa”, ha detto di recente. La sua seconda città infatti è Miami, sede del fondo proprietario del Grifone.

    PAROLE CHIARE - Anche alcune dichiarazioni rilasciate da Pallotta vanno in questa direzione: “Stiamo mettendo insieme un consistente fondo e penso che ci siano ancora alcune opportunità interessanti in Italia. E’ curioso che ci siano tutti questi americani che comprano squadre e io non abbia mai parlato con nessuno prima che acquistassero i club. Avremmo potuto raccontare gli errori che abbiamo fatto e cercare di aiutarli”.

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