Vorrei, per piacere, evitare l’isteria della corsa alla cessione di un paio di anni fa. Me lo ricordo ancora, quel periodo, quando ogni più piccola coincidenza era un indizio, quando le dichiarazioni di qualunque personaggio in cerca di autore (o di gloria) erano oro colato, quando tutti avevano un cugino all’aeroporto, uno zio advisor o un nipote commercialista. Riconosco un abbozzo dello stesso schema anche oggi, e la comparsa di macchiette o presunti esperti – a quale titolo, poi, non è dato saperlo – mi terrorizza.

Vi giuro, invidio la sicurezza di chi accampa ipotesi tra diritto fallimentare, legge dei trust e quant’altro. Io non capisco come compilare il 730 o rifiutare i cookies di un sito Internet, e attorno a me ascolto persone prive di qualsivoglia requisito, base giuridica o titolo di studi, affermare con sicumera: “Tizio deve fare questo, Caio è costretto a vendere, il Tribunale ti obbliga” etc etc. Magari dissertando e spiegando con strafottenza anche a chi la materia la conosce davvero. Leggo e sento le interpretazioni più fantasiose, trame degne di un film di Spielberg o di un racconto di Asimov. Ma sì, vale tutto, alla faccia della finanza creativa e delle dietrologie complottiste da terrapiattisti. La dinamica inizia ad essere simile, preoccupantemente simile, al periodo della cordata americana.

Rispetto all’estate 2019, c’è una differenza sostanziale, ossia la presenza di Marco Lanna in torre di controllo. Nel mare magnum di supposti scoop, dichiarazioni di volta in volta contraddittorie da parte di chi ha in mano la gestione legale della vicenda, e i ‘no comment’ dei personaggi che qualche elemento per chiarire i legittimi dubbi ai tifosi stremati da 8 anni da incubo lo avrebbero pure, le dichiarazioni rilasciate dal presidente rappresentano una boccata di ossigeno puro. Nell’aria viziata e stagnante di una vicenda ai confini del surreale, è quanto di più prezioso possiamo permetterci oggi. Niente ‘dare moneta vedere cammello’, niente ‘venga con i soldi in bocca’, niente gioco delle tre carte o depistaggi vari. Lanna, quando parla, dà la sensazione di dire sempre la verità. Piuttosto che mentire, non risponde o glissa.

Sono andato a riprendermele, le dichiarazioni del numero uno di Corte Lambruschini in merito alla cessione. E sono sempre state piuttosto chiare. Il 2 maggio, parlava così: “Ci sono dei soggetti che hanno manifestato interesse e credo che rimangano alla finestra finché non ci sarà la certezza sportiva della salvezza. A risultato acquisito, penso e spero che le manifestazioni di interesse diventino più concrete”. Concetto ribadito una decina di giorni dopo, pre Fiorentina. Lanna non ha messo direttamente in relazione i due messaggi, bastava fare 2+2: “Questa è una gara spartiacque. Tutto ciò che accadrà da fine campionato in poi dipenderà dall’esito di questa sfida. La salvezza è il primo passo per un futuro migliore”. Tradotto: salviamoci, e vediamo. E’ un tasto su cui Lanna batte sin dalle prime battute relative alla cessione, cominciate dal giorno del suo insediamento.
L’intervista  successiva, però, è altrettanto chiara. Intorno al 20 maggio, una settimana fa o poco più, il presidente si lascia scappare, in merito alla vendita della società, “A livello di cessione del club non c’è nulla di concreto”. Poi ha aggiunto un’altra frase abbastanza eloquente: “Ci godiamo questo risultato (salvezza, ndr) ma poi dobbiamo programmare la prossima stagione e dovremo fare con quello che abbiamo, cioè molto poco”. Tempistiche? “Un po' di tempo credo ci vorrà, forse qualche mese. Prima di firmare delle carte, vorranno entrare dentro la società”. Ora, sicuramente ne sa di più il cugino dell’aeroporto, ma io tenderei a fidarmi di un uomo della sua statura morale. Altrimenti, sembriamo come quei serial killer che lanciano messaggi minatori ritagliando le lettere da un quotidiano per poi incollarle su un foglio a righe. Datemi un paio di forbici, tempo a sufficienza e una colla: posso trasformare senza problemi l’elenco telefonico nella Divina Commedia.

Viste le premesse, mi sento di offrirvi un consiglio spassionato. Rilassiamoci tutti, con la questione della cessione della Sampdoria. Ho l’impressione non si tratti di un avvenimento dietro l’angolo, ‘questione di venti giorni’, di fine mese, di prossimo luglio, di ‘dopo Ferragosto’. Ho già ascoltato troppe date di scadenza. Vi esaurite, se date retta a tutto questo circo. Ma mica perché io sappia qualcosa. Semplicemente perché, finalmente, mi posso fidare di ciò che dice il Presidente e, soprattutto, vorrei evitare l’invecchiamento precoce. Dovessi sbagliarmi, meglio.

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