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La Champions quest'anno è tornata a parlare inglese. Due inglesi, una spagnola, una francese in semifinale. City e Chelsea, Real Madrid e Psg. Queste le bandiere della Champions 2021. Italiane? Manco l'ombra. Non portiamo una squadra in semifinale dal 2018 (Roma), non arriviamo in finale dal 2017 (Juventus). E non vinciamo la Champions dal 2010 (Inter). In compenso negli ultimi 10 anni - escludendo quest'ultimo ancora in corso - hanno vinto 5 volte la Spagna (4 Real Madrid e 1 Barcellona), 2 Inghilterra (Liverpool e Chelsea) e 2 la Germania, entrambe le volte col Bayern Monaco. Per i nostri club questo è stato un decennio da dimenticare. Undici anni senza vittorie italiane. Il record è 16 anni di astinenza, dal 1969 (Milan) al 1985 (Juventus). Ma come è cambiata la gerarchia del potere in Europa nelle ultime dieci edizioni di Champions?

Cominciamo col dire che quella di Istanbul - comunque vadano City-Psg e Chelsea-Madrid - sarà una finale inedita. Poi: rispetto all'anno scorso solo il Psg si è confermato tra i primi quattro club d’Europa. Si sono fermati Bayern, Lipsia, e Lione. Considerazione: sparita la Germania, ma è fisiologica alternanza. Altra considerazione: può ripetersi una finale inglese (City-Chelsea) che andrebbe a replicare quella di due anni fa (Liverpool-Tottenham). Curiosità: è la seconda edizione negli ultimi dieci anni senza Messi e Cristiano Ronaldo.

Se consideriamo - come abbiamo detto - le ultime dieci edizioni di Champions la classifica delle semifinaliste è questa: Real Madrid (8), Bayern (7), Barcellona (4), Chelsea e Atletico Madrid (3), Psg, Juventus, City e Liverpool (2), Lione, Monaco, Lipsia, Borussia Dortmund, Tottenham, Roma e Ajax (1). Riassumendo e considerando i movimenti calcistici: la Spagna negli ultimi dieci anni ha piantato 15 volte la sua bandiera con 3 squadre diverse, la Germania 9 volte con 3 squadre, l'Inghilterra 8 volte con 4 squadre, la Francia 4 volte con 3 squadre, l'Italia 3 volte con 2 squadre e l'Olanda una volta con una squadra. E’ la fotografia del calcio europeo, di chi comanda e di chi rincorre. Ed è un dato che fa riflettere chi si illude che la distanza tra il movimento italiano e - per dire - quello inglese o spagnolo - sia colmabile in poco tempo. In Champions la Serie A è l’ultima nei top 5 campionati europei.
Si potrebbe anche considerare chi manca in questi ultimi dieci anni. E sono assenze pesantissime. Non c’è Milano. Che tanto aveva dominato in passato e che da sempre ha legato il proprio nome alla storia di questo torneo. Inter e Milan - da dieci anni - non pervenute. Per il quarto anno consecutivo non c’è nemmeno la Juventus. Non c’è Manchester, inteso come United. Che ha vinto l'ultima Champions nel 2008 e l'ultima Premier nel 2013. Sparito anche l’Arsenal, che nei primi anni del Duemila era di frequente ospite del salottino buono della Champions. In Germania e Spagna il discorso è diverso: la Bundesliga è appaltata al Bayern Monaco (ha vinto gli ultimi 8 titoli), mentre la Liga se la dividono come da tradizione Barcellona e Madrid. L'ultima squadra ad averla vinta fuori da questa rotta è il Valencia nel 2004.

Se infine valutiamo la questione da una prospettiva economica, va detto che - considerando la top20 delle società più ricche d'Europa - manca all'appello in Champions - come detto - il Manchester United (4° club più ricco del mondo), l’Everton (15°), West Ham (18° e Leicester (19°). Tanta Inghilterra che sta prendendo la rincorsa. Ultimissima nota: della nazionale prima nel ranking FIfa - il Belgio - nemmeno l'ombra, ma non è una novità: è così da sempre. L'ultima squadra belga ad essere arrivata in finale è il Bruges, che nel 1978 perse contro il Liverpool.