Non è una Champions come le altre quella che comincia stasera perché è molto nostra, molto italiana: dopo quasi dieci anni torniamo ad avere quattro squadre ai gironi. Non accadeva dal 2009 e in realtà non si capisce bene perché succeda, visto che sul campo non ce lo siamo certo meritato: non vinciamo questo trofeo dal 2010, quando fu l’Inter a conquistarlo, e da allora abbiamo perso un paio di finali con la Juve, l’unica nostra squadra a essere stata competitiva prima dell’exploit della Roma nella scorsa edizione.

In realtà il motivo per cui abbiamo quattro squadre in Champions, e tutte direttamente ai gironi, è essenzialmente economico: il nostro calcio non è ben organizzato, anzi, ma ha storia, club importanti, tifosi. E, all’estero, conserva ancora un po’ di fascino. Così hanno cambiato i criteri di accesso, risparmiandoci i preliminari dove quasi sempre venivamo cacciati fuori. Se non faremo sciocchezze gigantesche, conserveremo almeno il quarto posto nel ranking europeo e - con questo - quattro squadre nel torneo più ricco del mondo.

Ma questa edizione della Champions è speciale anche perché una nostra squadra è favorita: la Juve, ovviamente. Che era già forte e temibile, non a caso ha giocato due finali in quattro anni (e le altre due volte è stata fatta fuori in modo un po’ così, diciamo rocambolesco), però con Cristiano Ronaldo ha compiuto un ultimo, straordinario passo avanti. Il portoghese ha vinto le ultime tre edizioni, è stato il trascinatore del Real, ha segnato una quantità di gol impressionante anche in questo torneo (addirittura 120). Se andate a vedere il suo rendimento e le sue vittorie, vi accorgete che in Champions va decisamente meglio che in campionato. Chi meglio di lui per sfatare la maledizione di questa coppa? 

Nella nostra griglia - opinabilissima, è ovvio - la Juve parte in prima fila assieme al City, che ha calciatori straordinari ormai calati alla perfezione nel calcio di Guardiola: talenti inseriti in un’idea che funziona. Nemmeno il Barcellona ci sembra all’altezza di queste due squadre, anche se ovviamente non ci sorprenderemmo se sabato 1° giugno, al Wanda Metropolitano di Madrid, fosse Messi a sollevare al cielo la Champions. Solo che la squadra catalana - pure se ancora straordinaria - sembra avere smarrito un po’ di freschezza, di spensieratezza, oltre ad avere perso per raggiunti limiti di età la classe ineguagliabile di Iniesta.

Barcellona in seconda fila, dunque, e non con il solito Real: chi ha vinto le ultime tre Champions dovrebbe essere considerato il favorito in modo quasi automatico, ma se hai perso Ronaldo (andato a una diretta concorrente) e l’allenatore della tripletta, Zidane, perdi posti in griglia. Attenzione invece al Psg, che ha un attacco fantasmagorico e non solo quello: se Buffon riuscirà a trasmettere la sua esperienza - una volta scontata la squalifica… - i francesi potrebbero ricevere la consacrazione internazionale.

Ricapitolando. Prima fila: Juve e Manchester City. Seconda fila: Barcellona e Paris Saint-Germain. Terza fila: Real Madrid e Liverpool. Quarta fila: Bayern Monaco e Tottenham. 

@steagresti