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L'eroe nella letteratura è un personaggio che per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione s'impone all'ammirazione di tutti, ma anche il protagonista di una vicenda narrativa o drammatica che riesce ad avere successo dopo numerose peripezie. ​E' senza dubbio il caso di Devis Mangia, allenatore classe 1974 nato a Cernusco sul Naviglio, che doveva diventare il nuovo Arrigo Sacchi ma, per motivazioni differenti, non è riuscito a dimostrare fino in fondo il proprio valore. Il calcio però gli sta offrendo oggi una nuova opportunità, che il tecnico sta provando a sfruttare appieno.

DA PORTIERE AD AVVOCATO E ALLENATORE COL MODELLO SACCHI - Eppure gli esordi erano stati quasi da sogno. Dopo il passato da portiere limitato alle giovanili di Cernusco ed Enotria 1908​, storica società milanese di galassia Inter, il giovane Mangia lascia l'attività a soli 20 anni per laurearsi in giurisprudenza ma soprattutto iniziare ad allenare, su consiglio di Riccardo Guffanti, e organizzare tornei sportivi. Il suo metodo è dall'inizio ben chiaro: utilizza il 4-4-2 di stampo sacchiano in modo dinamico, le caratteristiche principali del suo gioco sono possesso palla, fraseggio corto, palla quasi sempre bassa e squadra molto corta.

IL MIRACOLO VARESE - L'Enotria è il trampolino di lancio, da cui il giovane allenatore inizia a fare sul serio: Voghera, Meda, Fiorenzuola, Varedo e Varese, sempre nelle giovanili, sempre con ottimi risultati. Tanto che i biancorossi gli affidano anche la panchina della prima squadra, facendolo debuttare tra i professionisti a soli trent'anni: in Lombardia resta per tre stagioni, portando la squadra dall'Eccellenza alla Serie C2 e salvandola senza particolari patemi.

NEL PALERMO DI ZAMPARINI AL POSTO DI PIOLI - La carriera di Mangia inizia a lievitare: prima la Tritium in D, poi l'Ivrea e la Valenzana, prima di tornare a Varese, dove guida la Primavera, ricreata dopo 25 anni, arrivando in finale del campionato di categoria dove è sconfitto dalla Roma solo ai supplementari. Il direttore sportivo dei lombardi, Sean Sogliano, non ha dubbi e lo porta con sè a Palermo da allenatore della Primavera. Ma nel club di Zamparini diventa presto il tecnico della prima squadra, al posto dell'esonerato Stefano Pioli, divenendo il più giovane allenatore della Serie  A di quell'anno. L'esordio è da paura, con uno spettacolare 4-3 rifilato all'Inter e la famosa "gag del panettone", ma ben presto la luna di miele col vulcanico presidente friulano termina e viene esonerato. passando ad allenare la Nazionale Under 21.
LA FINALE DELL'EUROPEO UNDER 21 E LA DISCESA - Anche con gli Azzurrini dimostra tutto il suo valore, arrivando fino alla finale dell'Europeo Under 21 del 2013, persa solo contro la Spagna dei mostri sacri: finisce 4-2 per i vari De Gea, Koke, Alcantara, Isco e Morata, ma l'Italia scopre talenti come Florenzi, Verratti, Insigne e Immobile. Da quel momento in poi però, quando sembrava finalmente poter spiccare il balzo decisivo, Mangia si ferma: prima i playoff con lo Spezia in Serie B, poi i fallimenti a Bari e Ascoli, dal quale si dimette per misteriosi motivi di salute. 

LA ROMANIA, IL MILAN IN EUROPA LEAGUE E L'EROE DI MALTA - Il tecnico si ferma per un anno e sceglie di ripartire dall'estero, fIrmando con i rumeni dell'Universitatea Craiova: i successi ricominciano, con la vittoria della Coppa di Romania e l'uscita dall'Europa League solo per mano del Milan. Dopo due stagioni, sceglie di tornare nel ruolo di commissario tecnico, firmando con la nazionale di Malta: per il momento l'impresa del turno di qualificazione ai Mondiali è sua, dato che gli isolani non segnavano due gol dal 5 settembre 2001 contro la Repubblica Ceca, prima del'ottimo pareggio per 2-2 di ieri sera contro la Slovacchia di Skriniar. ​L'obiettivo è ben figurare, per tornare presto in Italia: per aspera ad astra, come gli eroi moderni. 

@AleDigio89