Il mondo del calcio è pieno zeppo di cosiddette "promesse" non mantenute, giovani talentuosi che per un motivo o per l'altro hanno iniziato alla grande la propria carriera ma non sono riusciti a mantenere il livello sperato per il tempo necessario, finendo nel dimenticatoio: nel 2007 il magazine calcistico World Soccer,  rivista di lingua inglese specializzata nel calcio internazionale, stilò una lista dei 50 giovani talenti più interessanti del panorama mondiale, 50 talenti che avrebbero sfondato e conquistato i palcoscenici del calcio.

LA TOP 50: DA KROOS E BENZEMA A DE SILVESTRI E RUSSOTTO - Bisogna dire che su una lista di 50 nomi stilati, i colleghi inglesi hanno fatto relativamente bene: Banega, van der Wiel, Walcott, Vela, Rakitic, Alexis Sanchez, Ozil, Mata, Kroos, Fellaini, Benzema, Di Maria, Bojan, Aguero, Bale, Pato. Tutti questi giocatori sono diventati ottimi professionisti e alcuni di loro sono anche entrati nel gotha del calcio mondiale: compito molto complicato, quello di individuare dieci anni prima chi diventerà un buon calciatore e chi invece si perderà con il tempo. Tanto che alcuni di essi hanno deluso le aspettative, finendo relegati nelle serie minori o smettendo addirittura di giocare: gli italiani nominati in questa classifica ai tempi furono solamente due, l'allora terzino della Lazio e oggi del Torino Lorenzo De Silvestri, al 23esimo posto, e l'allora trequartista del Bellinzona Andrea Russotto, protagonista del "Che fine ha fatto?" di oggi.

IL NUOVO ZOLA: DALLA LAZIO AL NAPOLI, PASSANDO DA BELLINZONA PER LA GEA - Nato a Roma nel 1988, si afferma nelle giovanili della Lazio e si impone subito come potenziale crack di caratura internazionale: trequartista che può agire anche da ala, capace di ricordare un giovane Gianfranco Zola,  è costretto a trasferirsi in Svizzera a soli 16 anni, dopo uno scandalo legato a presunte pressioni ricevute per legarsi alla Gea, agenzia di procuratori sportivi capeggiata da Alessandro Moggi. Queste sono le sue parole in merito: "Quando ero alla Lazio è venuto un dirigente a dirmi che se non mi fossi legato alla Gea non avrei potuto avere una carriera importante. Io ho rifiutato e me ne sono andato in Svizzera". Una stagione di esilio a Bellinzona, ma al ritorno in Italia sembra esplodere dopo una grande annata al Treviso. L'exploit di Russotto sembra non avere fine, tanto che nell'estate del 2008 lo acquista il Napoli, in prestito oneroso per 350mila euro con diritto di riscatto dell'intero cartellino fissato 3.8 milioni di euro.
MALE A LIVORNO E CROTONE, BENE A CATANZARO E CATANIA - L'esperienza partenopea però lo segna profondamente: in campionato colleziona solamente 15 presenze, nessuna delle quali dal primo minuto, senza realizzare gol. De Laurentiis non crede in lui e sceglie di non riscattarlo, quindi Russotto inizia il proprio pellegrinaggio: con le maglie del Livorno e del Crotone non riesce a giocare a buoni livelli, mentre con il Catanzaro si rilancia, realizzando 15 reti in tre stagioni di Serie C. Poi la breve risalita in B, con la maglia della Salernitana, prima di risbocciare con la maglia del Catania, dove approda ai playoff per la promozione in Serie B e realizza 13  gol nelle ultime tre stagioni, quasi tutte da titolare.

LA SAMB, LA NAZIONALE E IL CALCIOSCOMMESSE - In questa stagione milita sempre in Serie C, con la maglia della Sambenedettese, squadra salita alla ribalta negli ultimi giorni per la sfuriata social del proprio presidente. Una fine non certamente esaltante, per uno che ha giocato in tutte le nazionali giovanili, esordendo a 18 anni in Under 21 e militando nella Nazionale Olimpica, convocato in sostituzione dell'infortunato Claudio Marchisio. Nel 2017 è stato anche indagato nell'ambito del calcioscommesse, nel corso dell'inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari del presidente del Catanzaro Giuseppe Cosentino, prima di essere prosciolto da ogni accusa. Insomma, non la carriera che ci si aspettava: su Russotto, World Soccer ha preso un granchio. Capita. 

@AleDigio89