"Il calcio per me è un riscatto sociale. Ho onorato mio padre diventando più forte di lui": parole e musica di Youri Raffi Djorkaeff, classe 1968 nato a Lione, uno dei più grandi calciatori francesi di sempre e probabilmente uno dei giocatori più spettacolari ad aver militato nella nostra Serie A, con i colori nerazzurri dell'Inter, tra l'altro fresca di compleanno per i suoi 110 anni di storia, cuciti in fondo al cuore.

LE ORIGINI ARMENE E IL PAPA' EX CAPITANO DELLA FRANCIA - Youri è di cittadinanza francese, ma è frutto di un "melting pot" che da sempre caratterizza la sua famiglia: i suoi nonni infatti avevano origini polacche, cosacche e armene, che si ripercuotono anche nei suoi tratti somatici per certi versi orientali. Figlio di Jean Djorkaeff, detto Tchouki, nazionale francese tra il 1964 e il 1972 e capitano nella spedizione ai Mondiali d’Inghilterra del 1966, ex Olympique Lione, Olympique Marsiglia e PSG. Anche il fratello Micha intraprende la strada del calciatore, seppur non con lo stesso successo di Youri, così come l'altro fratello Denis e in seguito anche il figlio Oan. 

NE' 9 NE' 10: THE SNAKE E' UN 9,5 - Cresce nel Grenoble Foot, con cui disputa sei campionati dal 1984 al 1990 (cinque in seconda serie ed uno in terza), con l'intermezzo di una stagione giocata con lo Strasburgo, quella 1989-1990, in cui segna 21 gol e diventa capocannoniere del torneo.Giocatore atipico per l'epoca, dotato di estro e fantasia fuori dal comune, è uno dei primi numeri 10 a possedere uno spiccato senso del gol, abbinando al dribbling e alla tecnica un'ottima capacità da finalizzatore, anche nei calci piazzati. Non è nè un 9 nè un 10, per lui viene coniata la dicitura "numero 9,5": ovvero un trequartista capace di fare gol. Questa aticipità gli complica a volte la carriera, quando incontra allenatori che non sanno bene dove collocarlo in campo. Tutte queste capacità gli valgono però il soprannome di "Snake", serpente in inglese, guadagnato ai tempi del Monaco di Arsene Wenger.

MORATTI LO SOFFIA A CRUJFF: IL GOL PIU' BELLO DEL MONDO
- Già, perché dopo l'exploit di Strasburgo si guadagna la chiamata dei monegaschi, con i quali vince una Coppa nazionale e il titolo di capocannoniere della massima serie francese, disputando nel Principato la bellezza di 155 match e realizzando 59 reti in quattro stagioni. Nel 1995 passa al PSG, dove rimane solo un anno, rendendosi protagonista della vittoria della Coppa delle Coppe. In Europa tutti lo vogliono: ci pensa il Barcellona di Johan Crujff, innamorato di quel giocatore dalla classe sopraffina e dal gol mortifero, ma la spunta l'Inter di Massimo Moratti, che se lo aggiudica per 7,5 miliardi di lire. A Milano diventa subito fondamentale nei nerazzurri: il 5 gennaio del 1997 realizza nel match di San Siro contro la Roma una delle reti più belle di sempre del nostro campionato, con una splendida rovesciata che gli vale i complimenti di tutta Italia. 

IL TRIONFO NEL MONDIALE DEL 1998 - Diciassette reti nel primo anno nel Belpaese, terzo posto in campionato e finale di Coppa Uefa persa solo ai rigori contro lo Schalke 04. E' però comunque un anno sensazionale per Djorkaeff, che si laurea campione del Mondo con la sua nazionale, nel torneo di casa del 1998, a soli cinque anni di distanza dal disastro con Israele, partita nella quale tra l'altro Youri aveva esordito con la maglia dei Blues: con i transalpini vince anche l'Europeo del 2000 e la Confederations Cup del 2001, diventando il settimo miglior marcatore di sempre e l'undicesimo per numero di presenze, prima del ritiro al termine del Mondiale 2002.

LA COPPA UEFA CON L'INTER E LE DIFFICOLTA' CON RONALDO E BAGGIO - Nel 1998 arriva secondo in campionato con l'Inter e vince la Coppa Uefa, dopo la vittoriosa finale con la Lazio al Parco dei Principi di Parigi, dove i nerazzurri trionfano per 3-0. Tuttavia, le prestazioni risultano meno brillanti, anche in virtù di una difficile coesistenza in campo col nuovo acquisto Ronaldo. Gli equivoci tattici si acuirono l'anno seguente, allorché il reparto offensivo dell'Inter venne ulteriormente arricchito dall'arrivo di Roberto Baggio: Youri, ormai diventato un comprimario, lascia Milano al termine di una stagione negativa, conclusa all'ottava posizione e senza più esaltare come ai vecchi tempi. 

LA CHIUSURA TRA GERMANIA, INGHILTERRA E USA. DJORKAEFF OGGI - A 31 anni approda in Germania, nel Kaiserslautern, prima di chiudere la carriera tra Inghilterra, tra Bolton e Blackburn, e Stati Uniti, nei New York Red Bulls, senza mai perdere il vizio del gol. Oggi Djorkaeff, conclusa l'attività agonistica, vive ancora negli USA, a New York, dove ha fondato la Youri Djorkaeff Foundation e dove gestisce un Inter Campus. A Milano nessuno si è dimenticato di quel francese dall'aria fiera, dai tratti orientali, capace di far innamorare i tifosi con le sue opere d'arte prodotte in campo, capace incredibilmente di oscurare per certi periodi persino la stella di Ronaldo. "Mi piaceva giocare da 8, a metà tra il 6 e il 10: sempre al centro del campo, del gioco, ma anche capace di attaccare gli ultimi 20 metri. Davanti a me c’era sempre la porta", ha dichiarato in un'intervista a So Foot: Youri ha fatto di più, si è messo al centro del gioco del calcio.

@AleDigio89