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Bayern Monaco, Milan, Liverpool, Tottenham, Borussia Moenchengladbach: sono le squadre della carriera di Christian Ziege, durata 15 anni, dal 1990 al 2005. In Italia ce lo ricordiamo prevalentemente per il flop in rossonero, quando fu prelevato dal club di Silvio Berlusconi in quella che doveva essere la trionfale campagna acquisti del 1997, poi rivelatasi assolutamente fallimentare: ma Ziege è stato un calciatore di tutto rispetto, come testimonia non solo il novero delle squadre in cui ha militato, ma soprattutto il suo palmares, che recita un'oro e n argento conquistati con la maglia della nazionale tedesca, agli Europei di Inghilterra 1996 e ai Mondiali di Giappone e Corea 2002, due campionati tedeschi, un campionato italiano e una FA CUP, oltre a due Coppa Uefa. Mica male.

BERLINO DIVISA, IL BAYERN E IL DIFENSORE GOLEADOR - Nato nella Berlino divisa tra Ovest ed Est del 1972, Ziege inizia subito a giocare come terzino sinistro e come esterno di centrocampo nelle giovanili dell'Hertha Zehlendorf, prima di essere notato a soli 18 anni dal Bayern Monaco, club con il quale esplode: le sette stagioni in Baviera sono da urlo, con 185 presenze e la bellezza di 38 gol realizzati, tantissimi per un difensore, che però amava tirare i calci piazzati. A Monaco vince due volte la Bundesliga e diverse coppe, nazionali e internazionali, oltre all'Europeo del 1996 con la maglia del Mannschaft.

LA BEFFA DELLA JUVE AL MILAN, MALDINI MESSO IN DUBBIO - Il Milan decide di investire e a 25 anni, in piena maturità, decide di portarlo a Milano per 10 miliardi di lire, sottraendolo alla Juventus: sembra un clamoroso colpo di mercato, tanto che tutti i giornali lo danno come nuovo titolare della fascia rossonera, mettendo in dubbio addirittura Paolo Maldini, che sarebbe stato spostato al centro della difesa. L'inizio è molto positivo e sembra dare ragione a coloro che ci avevano puntato, ma le prestazioni di Ziege iniziano a peggiorare. Uno stile di vita non proprio idilliaco, per usare un eufemismo, fa il resto: il tedesco finisce piano piano in panchina, i detrattori di Maldini tornano a tacere e i rossoneri vincono lo scudetto, con l'ex Bayern dimenticato e sul piede di partenza. 
MIDDLESBOROUGH, LIVERPOOL E TOTTENHAM: FINE PRECOCE - Finisce in Inghilterra, nel Middlesborough prima e nel Liverpool poi, con il quale vince un'altra Coppa Uefa: i vizi, i problemi fisici e i cattivi rapporti con l'allenatore Gerard Houllier ne condizionano però pesantemente il rendimento, che non tornerà mai più quello di Monaco. La scelta dei Reds verrà definita in seguito come "sbagliata", a differenza del Tottenham, con il quale riesce a tornare sui buoni livelli, nonostante gli infortuni che lo martoriano, tanto da mettere fine alla sua carriera a soli 33 anni, dopo essere tornato a giocare in patria, con la maglia del Borussia Monchengladbach. 

LA GUIDA SPIRITUALE DEI 'TIFOSI DI TUTTO IL MONDO' - La carriera di allenatore si rivela purtroppo molto meno prestigiosa rispetto a quella da calciatore: ha guidato soprattutto squadre giovanili, poi l'Unterhaching e addirittura l'Atlético Baleares, club con sede a Palma de Maiorca. Da qualche tempo però è la guida tecnica ma anche spirituale dell'FC Pinzgau Saalfelden, una società austriaca di terza divisione fondata nel 2007: si tratta di un "Fan Owned Club", una società in cui tifosi e sostenitori di tutto il mondo possono investire personalmente, per guadagnarci. Una sorta di "allenatore del popolo", un nuovo orizzonte che il calcio moderno ci aiuta a conoscere. 

@AleDigio89