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L'Atalanta c'è, il Genoa anche, a dispetto di un match rotolato via sul filo dell'incertezza e deciso in zona più che Cesarini da una "fucilata" micidiale di Duvan Zapata, il migliore dei suoi. La Dea si è costruita il viatico migliore in vista dell'esordio in Champions a casa della Dinamo Zagabria. In Croazia dovrà tuttavia evitare pause e timidezze affiorate qua e là nel match di Marassi, anche per merito di un Genoa sfacciato e coraggioso che ha cercato la vittoria e in definitiva avrebbe meritato il pareggio. Due calci di rigori decretati, il primo al Var dall'incerto arbitro Fabbri, avevano sigillato, pareva, il risultato sull'1-1. Infine la prodezza dell'ex blucerchiato che, con il gol dell'altro ex sampdoriano Muriel, ha sbancato Marassi. Il Grifone non ha nulla da rimproverarsi e difatti il suo generoso pubblico lo ha applaudito a lungo, alla fine, come se avesse conquistato i tre punti. Festa pure in casa Atalanta per i mille tifosi trasfertisti che pregustano le delizie europee. Per Gasperini l'ennesima passerella di fronte al suo ex pubblico e una vittoria che per lui vale davvero il doppio e non soltanto per la classifica della Dea.  

Sfida tra chi è già grande e frequenta l'Europa e chi ambisce a diventarlo e a mettersi in viaggio in settimana. L'ennesimo ritorno di Gasperini sul prato rossoblù del "Ferraris" aggiunge sale al confronto, già gustoso, fra Genoa e Atalanta. Fulgida giornata di settembre, assai calda all'ora di pranzo, prato finalmente all'altezza. Pubblico poco oltre le ventimila unità, con ampia e rumorosa rappresentanza bergamasca. Squadre disposte specularmente con schermi ormai collaudati nel 3-4-1-2. Il Genoa è lo stesso delle prime due giornate, (pari a Roma e vittoria interna sulla Fiorentina), in quella che al momento è la formazione ideale di Andreazzoli: difesa composta da Romero, Zapata e Criscito, a centrocampo Ghiglione e Barreca sugli out, Radovanovic e Schoene centrali, Lerager leggermente avanzato a sostegno di Kouamé e Pinamonti. L'Atalanta in vista del match di Champions con la Dinamo Zagabria concede riposo a De Roon e Muriel (subentreranno nella ripresa) e in avanti schiera il triangolo rovesciato che ha il Papu Gomez come vertice arretrato alle spalle del duo Ilicic-Zapata. In mezzo al campo Freuler ha preso il posto di De Roon che soggiornerà in panchina fino a metà ripresa.

Avvio fulminante e ritmi altissimi, il Genoa prende in mano il pallino e arremba senza paura la fortezza atalantina, facendo valere in attacco la fisicità di Kouamé e Pinamonti e la corsa di Lerager, solido incursore alle spalle delle punte designate. Le squadre tendono ad allungarsi, concedendosi reciprocamente spazio e lo spettacolo ne guadagna. Si cerca l'ampiezza del campo per allargare le difese avversarie e in questa prima fase è il Genoa ad imporsi, l'Atalanta è costretta a riserrarsi e a subire. Un'occasione per parte (Pinamonti e Pasalic mancano l'impatto di testa col pallone a tu per tu con Gollini e Radu) e gioco frizzante e offensivo. E' un piacere assistere ad un match senza tatticismi. Freuler perde un contrasto sulla propria trequarti, Radovanovic, che gli strappato il pallone dai piedi, va alla conclusione che si perde appena oltre il palo di Gollini. Al 23' cooling break, ci si disseta, a Marassi si sta viaggiando sui 27° gradi all'ombra. Sempre più Genoa che Atalanta, il Grifone pressa e riparte secco in verticale (con qualche sbavatura nei tocchi ravvicinati), la Dea prova a spingere scattando in contropiede. I cugini Zapata & Zapata ingaggiano furibondi duelli in acrobazia nell'area rossoblù, il colombiano nerazzurro però trova scarsa collaborazione da Gomez e Ilicic e incide a sprazzi e tuttavia è una mina vagante nel cuore della difesa del Genoa e difatti per poco non uccella Radu (28'), sempre attento.

Al 27' Lerager scarica il destro dal limite, Djimsiti ci mette il gambone, la palla si impenna e si perde oltre la traversa. Da lì in poi l'Atalanta si consolida, prende campo e cresce in iniziative e convinzione. Il Genoa ha perso smalto e non riesce più a distendersi come nella prima mezz'ora di gioco. La Dea pretende di fraseggiare fitto anche nell'area di rigore e i difensori genoani finiscono per fare argine, opponendo stinchi, fianchi, pance e teste all'infuriare del forcing nerazzurro. Al 38', Zapata-Pasalic, azione in ripartenza da manuale ma il destro ravvicinato dello sloveno è una caramellina per Radu, che blocca facile. Lo 0-0 dell'intervallo non rende giustizia allo sforzo delle squadre né allo spettacolo offerto. Tre ammoniti (Romero, Masiello, licic) dicono che si è badato al sodo. A volte anche troppo.

Ripresa. Subito Genoa, il destro incrociato di Koumé è un colpo di falce verso la porta della Dea, Gollini si allunga e allarga il pallone in corner con la punta delle dita; 4' Azione elaborata Pinamonti-Barreca, palla a Schoene, il destro è alto. Sembra tornato in scena il copione della prima mezz'ora del primo tempo: Genoa all'assalto, Atalanta raggrinzita nella propria tre quarti, in attesa del contropiede giusto. I giocatori della Dea non fanno complimenti, Hateboer si aggiunge all'elenco dei cattivi (fallaccio su Criscito) e vanno regolarmente in due-tre sull'anguillesco Kouamé, padrone dei cieli, peccato che i piedi non abbiano la finezza di tutto il resto. Al 10' Gasperini richiama Pasalic e butta nella mischia De Roon, uno che in fatto di muscoli e faccia tosta non la cede a nessuno. E subito Gosens con un mancino tradente va a spazzolare la base del palo. Il gol è nell'aria, resta da vedere da quale parte si materializzerà. Al 14' altro cambio nell'Atalanta, fuori Ilicic e dentro Muriel, canonicamente accolto da salve di fischi in quanto ex della Sampdoria. Gasperini evidentemente non si accontenta del pareggio. Al 15' Zapata controlla in area, si gira e la gamba di Criscito lo aggancia. Rigore? Fabbri dice di no. Il Var tace. La Dea sale di tono. Ed ecco la svolta, Chistian Zapata assesta una spinta alle spalle al cugino Duvan, che vola in area come l'angelo caduto all'inferno. Fabbri arresta il gioco e va al Var. Calcio di rigore. In apparenza era molto più irregolare lo sgambetto di Criscito della spinta di ma tant'è... Sul dischetto va Muriel e infila facile, rasoterra. Radu spiazzato, 1-0 Atalanta.

Andreazzoli corregge la sua squadra, fuori i centimetri e i muscoli di Radovanovic, dentro la classe e l'estro di Saponara (25'). Nel frattempo, nuovo cooling break, fa sempre un caldo boia nel catino di cemento in riva al Bisagno. Genoa avanti tutta ma è la Dea a giungere in odore d gol, Zapata, servito al bacio da Muriel, si presenta a tu per tu con Radu che gli respinge il tiro ravvicinatissimo (31'). Ora è solo o quasi Atalanta. Al 36' nel Genoa Ankersen prende il posto di Ghiglione e Pandev quello di Barreca. Per il difensore danese è l'esordio con la maglia rossoblù. Al 37' Muriel va di nuovo a segno ma era partito in posizione di fuorigioco e Fabbri annulla. Nessuna protesta. Il Genoa tenta l'assalto a pieno organico a costo di esporsi alle ripartenze dell'Atalanta, con i suoi fulmini neri, Muriel e Zapata. Ci prova Pinamonti (destro appena a lato), e al 42' l'incursione di Kouamé in area viene spezzata da un'ancata di Djimsiti. Fabbri stavolta non ha bisogno del Var e decreta il calcio di rigore. Lo specialista Criscito alla battuta non sbaglia: 1-1. Finita? Macché. Corre il tempo di recupero, Zapata aggancia un pallone al limite e scarica un destro dal basso in alto di terrificante potenza, il pallone incoccia la parte inferiore della traversa e schizza nel sacco. Atalanta di nuovo in vantaggio, 2-1 ed è il gol che decide il match. Applausi per vinti e vincitori. Questi match riconciliano col calcio amaro e avaro di oggidì. Prosit.

IL TABELLINO

Genoa-Atalanta 1-2 (primo tempo 0-0)


Marcatori: 19’ st Muriel rig. (A); 46’ st Criscito rig. (G), 50’ st D. Zapata (A).

Genoa (3-5-2): Radu; Romero, C. Zapata, Criscito; Ghiglione (37’ st Ankersen), Lerager, Radovanovic (25’ st Saponara), Schone, Barreca (37’ st Pandev); Kouame, Pinamonti. All. Andreazzoli.

Atalanta (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Djimsiti, Masiello; Hateboer, Pasalic (11’ st De Roon), Freuler, Gosens; Ilicic (15’ st Muriel), Gomez; D. Zapata. All. Gasperini.

Arbitro: M. Fabbri di Trieste (S. Alassio e A. Santoro. IV uomo L. Pairetto).

Ammoniti: 31’ pt Romero (G), 44’ pt Masiello (A), 46’ pt Ilicic (A); 3’ st Hateboer (A), 18’ st C. Zapata (G), 47’ st Pandev (G)