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  • Palmer, calcia come Calhanoglu e segna come Haaland: ora l'Inghilterra ha un asso in più per vincere gli Europei

    Palmer, calcia come Calhanoglu e segna come Haaland: ora l'Inghilterra ha un asso in più per vincere gli Europei

    • Gabriele Stragapede
    Il posticipo della 33esima giornata di Premier League, il Monday Night, ha regalato una partita sensazionale, seppur completamente a senso unico. I Blues, infatti, hanno letteralmente dominato a Stamford Bridge contro l’Everton, sconfiggendo i Toffees di Sean Dyche con un roboante 6-0. Una vittoria importante, condita da una prestazione di assoluto livello di Cole Palmer, assoluto mattatore di serata con uno straordinario poker. Se la formazione di Pochettino, protagonista di un’altra annata deludente, ha ancora un briciolo di speranza di qualificarsi alle prossime edizioni delle coppe europee (il 6° posto, occupato dal Newcastle, è distante solamente 3 punti) è merito soprattutto di questo gioiellino inglese che, sotto la guida di Pochettino, sta vivendo la stagione della consacrazione.

    UN’ASCESA INFINITA – Era l’ultimo giorno di mercato estivo (1° settembre) quando il giovane classe 2002 lasciò il Manchester City di Pep Guardiola, pochi giorni dopo la sconfitta nel Community Shield patita per mano dell’Arsenal – dove, peraltro, Palmer aveva segnato -, arrivando alla corte di Mauricio Pochettino, a titolo definitivo, per la modica cifra di 45 milioni di euro. L’ennesimo colpo, targato Boehly, di una campagna faraonica da parte dei Blues che , con la nuova proprietà, ha speso ben più di un miliardo di euro sul mercato. Ma che il Chelsea fosse propenso a spendere cifre importanti non era una novità, non lo era nemmeno su un giocatore così giovane. A sorprendere erano quei 45 milioni per un giocatore che, a conti fatti, aveva disputato appena 19 spezzoni di partita in Premier League, regalando un solo assist e senza mai segnare. Si parlava di un 2002, chiaro, ma chi si aspettava un’ascesa di questo livello?

    PRESTAZIONE DA URLO – Prestazioni, giocate di classe, personalità, leadership e tanti, tanti gol per Cole Palmer. Il culmine di questa sua ascesa nel calcio che conta è arrivato nella sfida di ieri. Quattro timbri sulla sfida che hanno delineato, ancor di più, tutte le sfaccettature di un giocatore di livello internazionale. Tunnel su Branthwaite, 1-2 di tacco con Nicolas Jackson e sinistro dal limite dell’area che termina all’angolino. E abbiamo appena iniziato lo show. Segue l’inserimento di Mudryk, vede il tap in di Nico Jackson e si fionda di testa sulla respinta corta di Pickford, da punta vera (lui che di ruolo è un fantasista su tutta la trequarti offensiva). Ma, per non farsi mancare nulla, decide di pressare alto la retroguardia dell’Everton, far sbagliare un passaggio elementare a Pickford e beffarlo con un pallonetto di destro da 30 metri. Nel secondo tempo, Maudeke conquista un penalty che Palmer calcia con freddezza, realizzando il suo poker personale, con tanto di precedente discussione con i compagni di squadra su chi avrebbe dovuto calciare il rigore (Palmer è il rigorista designato, come affermato anche da Pochettino nel post partita: “Palmer è il nostro rigorista. Non possono comportarsi come bambini, non deve più accadere. É l’ultima volta che accetto una situazione del genere”).

    Palmer, calcia come Calhanoglu e segna come Haaland: ora l'Inghilterra ha un asso in più per vincere gli Europei

    RECORD SU RECORD – Una prestazione storica, sotto molteplici punti di vista. Palmer è infatti divenuto il giocatore che ha realizzato la tripletta perfetta (gol di sinistro, di destro e di testa) più veloce nella storia della Premier League: i suoi 29’ hanno battuto il primato di Tommy Johnson (38’ in Aston Villa-Wimbledon nel 1995) e di Erling Haaland, che aveva siglato tre reti di tale fattura contro il Nottingham Forest il 31 agosto 2022. Ma non solo: è il sesto giocatore più veloce a realizzare una tripletta nel campionato inglese, dopo i 16’ di Mane con la maglia del Southampton, i 22’ di Dwight Yorke, i 24’ di De Bruyne, i 26’ di Pennant e i 27’ di Ian Marshall. Ma la caccia di Palmer è appena cominciata e non termina qui: 20 reti (capocannoniere insieme a Haaland) e 9 assist in Premier League, 11 gol nelle ultime 6 partite, è il giocatore con il maggior di contributi a rete di tutta l’Inghilterra con 29 come Watkins, ha siglato il primo poker nella storia del Chelsea dai tempi di Frank Lampard e in 41 presenze stagionali complessive, la sua media di contributi per le reti del club è di poco inferiore all’1 (25 gol e 13 assist, 38 contributi in 41 presenze, per una media di circa 0,93). E aggiungiamo anche il fatto che è un rigorista infallibile – 9 su 9 calciati, come Calhanoglu in Serie A – a un passo dal record di 11 su 11 di Yaya Touré. Manca un solo tassello a questa stagione di Palmer: la Nazionale.

    SOGNO EUROPEI – Il sogno, infatti, rimane la convocazione per gli Europei in Germania con la maglia dei Tre Leoni. Palmer ha disputato solo due gare con l’Inghilterra, debuttando il 17 novembre scorso contro Malta. Ma i 35’ giocati, sino a ora, non sono sufficienti. Southgate sarà chiamato a scelte importanti, ma il materiale a disposizione è di una qualità infinita. Dai tre calciatori migliori, come rendimento, di tutta la Premier League (Saka con la media voto pari a 7.61, Foden a 7.47 e Palmer a 7.44, dati WhoScored) al possibile prossimo Pallone d’Oro Jude Bellingham, autore di una prima stagione sensazionale con il Real Madrid. E con gioielli di questo calibro, perché non sognare di ‘riportare il calcio a casa’? Con un Palmer così, tutto è possibile.

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