Il blocco note di Sarri, dopo la sconfitta contro il City di Guardiola nel Community Shield, si sarà infittito certamente di appunti. Un toccasana, l’amico Pep. Proprio quello che serviva al mister dei Blues per portare alla luce difetti e difettini già osservati nelle prime uscite stagionali del suo Chelsea, in vista dell’appuntamento di oggi, l’esordio in Premier contro l’ Huddersfield (ore 16:00). Tra il confronto impari (al momento) coi campioni in carica e l’inizio del campionato, una sola altra gara, il 7 agosto, contro il Lione.

L’occasione per vedere in campo il campione del mondo Kanté insieme al fido Jorginho, e per dare qualche minuto finalmente a Eden Hazard, la stella della squadra. Nel frattempo la partenza di Courtois, l’arrivo del suo sostituto Kepa ma soprattutto Kovacic, la mezzala che aspettava impaziente l’ ex tecnico del Napoli.

Durante questo tormentato preseason, di fatto il Chelsea ha avuto poco tempo per allenarsi come piace a Sarri. Nondimeno sprazzi di Sarrismo si sono già intravisti nelle cinque gare finora disputate. Specie nelle prime frazioni di gioco. I risultati infatti (escluso il Community Shield, una vittoria e tre pareggi) sono stati il frutto di cali vistosi nella ripresa (così almeno contro Inter e Arsenal), quando la squadra si allungava e perdeva ordine, distanze e intensità.

Inoltre -è un eufemismo - non è stato certo il precampionato di Morata. Tante le imprecisioni e i gol mancati, persino un rigore neutralizzato da Cech nella sfida del primo agosto contro i Gunners. E’ questa, forse, nell’estate in cui poteva riabbracciare Higuain, una delle poche (a mio avviso) e recondite preoccupazioni di Maurizio Sarri. Ma è probabile che sia solo una questione di tempo, come per tutti quei malfunzionamenti che ora riempiono, in forma di appunti, il suo taccuino. Il tempo materiale di correggere, spiegarsi on the pitch. 
 
BLOCCO NOTE: LA LINEA - Usiamo la partita contro il Manchester City per elencare almeno due argomenti su cui dovrà lavorare il nuovo tecnico dei Blues. Prima cosa, la linea a quattro.
 


Il Chelsea, passato dalla gestione Conte alla gestione Sarri, deve affrontare un cambiamento radicale per quanto riguarda l’impostazione difensiva. Con Antonio Conte vigeva il dogma della difesa a tre, tanto nel 3-4-3 quanto ovviamente nel 3-5-2. Con Sarri invece si va di difesa a quattro, senza se e senza ma. E’ un’ altra chiesa il suo 4-3-3. Ma una linea di Sarri non si muove certo come vedete qui sopra (i difensori blues sono troppo poco stretti e arretrano in disordine). Rudiger e David Luiz dovranno capire e adattarsi al più presto ai principi del maestro, così come Alonso e Azpilicueta, cui peserà forse all’inizio d’esser vincolati maggiormente ai due centrali. Inutile sottolineare dove passerà l’imbucata di Walker: dove Azpilicueta non avrebbe dovuto concedere spazio, stringendosi a Rudiger.   
 
BLOCCO NOTE: IL PRESSING – Oltre alla linea difensiva, comportatasi non benissimo anche e prima di tutto sull’1-0 di Aguero (non per esser scappata via, vedi sotto, ma per non essere poi uscita a tempo debito sull’argentino arrivato al limite), Sarri dovrà aggiustare il pressing. Giocare contro il City, nel merito, è davvero una cartina al tornasole. Ecco come si è creata la spaccatura tra centrocampo e difesa Blues in occasione del primo gol dei Cityzens.
 

 
La circolazione bassa degli uomini di Guardiola era una trappola. Sul centrale destro usciva Morata (la prima punta), sul terzino destro, bloccato a impostare, Hudson-Odoi (esterno sinistro), mentre sul centrale sinistro del City toccava a Fabregas uscire, la mezzala destra, in quanto Pedro doveva seguire la discesa senza palla di Mendy, in ampiezza. Sarri inoltre alzava Jorginho su Fernandinho, e Barkley si occupava dell’altra mezzala del City. Ma è stato proprio a causa del ritardo in uscita di Fabregas e soprattutto per la mancata diagonale di Barkley (invocata col braccio nell’immagine sotto da Jorginho), che il centrale sinistro di Guardiola ha pescato con un passaggio chiave di mancino Bernardo Silva, nel cerchio di centrocampo, il quale poi ha innescato l’altra mezzala Foden, assistman di Aguero.
 


Nel postpartita Sarri avrebbe ammesso quanto “è difficile giocare con Cesc (Fabregas), Jorginho e Ross (Barkley) all together”. E infatti non vedeva l’ora di schierare Kanté mezzala, cosa avvenuta nel secondo tempo contro il Lione, il 7 agosto, allo Stamford Bridge. Jorginho non avrà più bisogno di chiedere al compagno di reparto la diagonale, perché Kanté, umilmente, sarà già lì. Il centrocampista francese, pur partendo da mezzala destra (alla Allan), fungerà dunque da sostegno, rinforzo lungo l’asse centrale del campo durante le transizioni negative, in particolare quando quella posizione delicata sarà stata abbandonata da Jorginho salito alto in pressione e ormai saltato da un’imbucata.  
 
KANTE’ – Il campione del mondo, tuttavia, è chiamato a dimenticare in fretta l’attendismo strategico di Deschamps. E’ vero, a vampate (rare) pressava pure la Francia, ma la pressione insistita e altissima di Sarri è davvero altra cosa. Con il nuovo tecnico potrà davvero scatenare tutto il suo talento di recupera-palloni (forse ancor più che con Conte, che già lo aveva sistemato in quel ruolo anche se nel 3-5-2). Ma a Kanté Sarri chiederà molto anche in fase offensiva. Innanzitutto il francese dovrà migliorare nello smarcamento continuo e nella gestione del pallone, portando la sua tecnica e la sua attenzione nelle scelte di gioco a un grado superiore. Inoltre dovrà migliorare in zona gol, perché gli automatismi di Sarri offrono tante possibilità di inserimento alle mezzali: in poco meno di mezz’ora, contro il Lione, ha già avuto un’occasione ghiotta. Filtrante di Jorginho, ci mancherebbe..
 

 
KOVACIC + HAZARD- Infine arriviamo alla catena di sinistra, dove presumibilmente agiranno il neoacquisto Kovacic (alla stregua di Hamsik nel Napoli di Sarri) e l’esterno alto Hazard (nei panni di Insigne). Si può riflettere sul fatto che con Conte, da seconda punta, Hazard godeva di molta libertà. In parte dovrà restringere il suo raggio d’azione, lo esige il 4-3-3. A meno che Sarri non stia già pensando alla carta del falso nove, tipo un percorso alla Mertenes. Fiducia a tempo per Morata.

Ma Sarri vorrà certo conoscere bene lo spagnolo prima di (eventualmente) bocciarlo, dunque atteniamoci all’ipotesi più probabile. Ecco, per concludere, come dovrebbe apparire la catena di sinistra, in fase di impostazione, il dispositivo a triangolo tipico di Sarri (Jorginho, Barkley, Hazard) per superare la linea dei centrocampisti avversari. Immaginate Kovacic al posto di Barkley e Morata al posto di Giroud. Le soluzioni che si presentano al regista italiano sono almeno tre, due imbucate più un’apertura in ampiezza verso il terzino che sale. La tecnica e la fantasia dei nuovi interpreti farà il resto.