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Chi è Christensen, il portiere della Fiorentina che imita il Dibu Martinez e fa sbagliare i rigori

Chi è Christensen, il portiere della Fiorentina che imita il Dibu Martinez e fa sbagliare i rigori

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C’è chi lo aveva già etichettato come un flop dopo il pareggio col Lecce e la goleada subita dalla Fiorentina a Milano contro l’Inter, tanto da scendere nelle gerarchie e diventare il secondo portiere dei viola, con Terracciano nuovamente promosso. Dopo la partita infinita tra Fiorentina e Parma, tuttavia, Oliver Christensen ha esaltato i tifosi con interventi da portiere maturo, attento e affidabile (anche coi piedi) e con un’esultanza a fine gara che ha fatto impazzire la Curva Fiesole. Personalità da vendere, insomma. Le nuove generazioni lo definiscono un gaser, ossia un giocatore capace di gasare i tifosi. La corsa dopo il rigore decisivo di Beltran sotto il settore caldo del tifo viola sembra aver plasmato un nuovo amore

DUBBI E CARATTERISTICHE- Christensen ha 24 anni, è danese, ha già solcato i campi del massimo campionato tedesco con l’Hertha Berlino, poi retrocesso in Zweite Bundesliga. Ha già indossato la maglia della sua Nazionale. Con il suo ex club ha giocato due partite, peraltro perse, prima di passare in viola per poco meno di 4 milioni di euro. A questo punto, i dubbi sono diventati legittimi, cosa ha spinto il club a puntare su un portiere appena retrocesso con  la sua squadra nella seconda divisione tedesca? In primis, probabilmente, la prospettiva. Il suo allenatore all’Hertha, Sandro Schwarz, lo ha promosso titolare. Ha visto qualcosa in lui e lo ha schierato per necessità nella stagione '22/'23, ma già prima era diventato un idolo dei tifosi nel corso degli spareggi per evitare la retrocessione nel 2021-2022. Le prestazioni di alto livello in occasione delle gare in questione lo hanno lanciato definitivamente. A Berlino è nata anche la Christensen Dance, in occasione dei festeggiamenti per la salvezza e il giovane danese è stato soprannominato l’avvoltoio per una sua caratteristica peculiare: la sua vasta apertura delle braccia in uscita.

ESULTANZA E PROVOCAZIONI - Dopo una partita regolamentare superlativa, Christensen ha voluto sfruttare la sua occasione e pur non parando neanche uno dei penalty calciati dagli avversari, ne è uscito vincitore. Come? Col cervello, come ammesso da lui stesso quando ha puntato il dito alla sua testa. Ha vinto una battaglia psicologica, ricalcando, con le dovute proporzioni, cioè che hanno fatto Emiliano Martinez e Jerzy Dudek rispettivamente in finale dei Mondiali con la Francia nel 2022 e in finale di Champions col Milan nel 2005. Christensen ha ipnotizzato prima Man e poi Camara. Con un pizzico di follia ha portato con la testa la Fiorentina ai quarti di Coppa Italia e ora la sana competizione per il posto da titolare con Terracciano può dirsi riaccesa. 

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