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Alla fine l'hanno decisa Federico Chiesa e Matthijs de Ligt. I due giocatori che Max Allegri aveva annunciato come sicuri titolari alla vigilia di Spezia-Juve. I due giocatori che, soprattutto, erano invocati dal popolo bianconero come i simboli di una Juve che dovrebbe guardare avanti e invece stava andando indietro. Si è parlato tanto, pure troppo, del fattore giovani in questa fase di crisi iniziale della Juve. Anche perché tanto ne ha parlato Allegri, non sembra tenendo una linea particolarmente coerente da una dichiarazione all'altra. Dopo il Milan pure su Chiesa si era scatenata la furia del tecnico bianconero perché non era entrato come avrebbe dovuto, perché non aveva fatto cosa avrebbe dovuto: ok la fame e il talento, ma Allegri vuole molto di più da chi indossa la maglia bianconera, nonostante tutto quello già dimostrato tra Juve e Nazionale. Dopo il Milan poi Allegri aveva anche riposto l'attenzione su ciò che ancora fanno Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini, a un livello e una continuità che De Ligt evidentemente non riesce ancora a raggiungere secondo il Max-pensiero. Poi prima dello Spezia si è passati a parlare di esperienza e non di età, la parola “giovani” ad Allegri era sembrata particolarmente indigesta. Sia quel che sia, contro lo Spezia alla fine ci hanno pensato loro: Chiesa e De Ligt.
LE RISPOSTE – Due risposte forte e chiare, a cui si sono sommate anche quelle di Moise Kean (gol e non solo per lui) e Manuel Locatelli (lavoro oscuro e un salvataggio sulla linea semplicemente vitale). E se per De Ligt resterà una gestione da co-titolare alle spalle di Bonucci e Chiellini, con il capitano che avrà però bisogno di una gestione particolarmente oculata, è proprio Chiesa che si è confermato forse imprescindibile. Vanno bene tutte le richieste e gli appunti pure pubblici di Allegri, il calcio non è solo attaccare a testa bassa o dare tutto. Ma la fame di Chiesa, la sua voglia di non mollare mai, la sua classe cristallina, sono fattori di cui questa Juve davvero non sembra poter fare a meno. A destra o a sinistra, magari seconda punta: spetterà ad Allegri trovargli un posto e farglielo occupare con continuità, utilizzarlo solo a partita in corso è uno spreco che la Juve non può permettersi, non ora. È leader, è campione, il fatto che possa ancora migliorare è solo un vantaggio.