Era nell'aria, ora è ufficiale: il Tribunale Federale ha penalizzato il Chievo Verona di 3 punti per la stagione attuale e ha inibito il presidente Stefano Campedelli per 36 mesi, a causa del caso plusvalenze fittizie sollevato da Calciomercato.com. Il Tribunale Federale ha ufficializzato dunque una penalizzazione per il campionato in corso ma inferiore ai 15 punti chiesti dalla Procura, oltre a una pena pecuniaria di 200mila euro. Una decisione giunta al termine del travagliato processo sulle plusvalenze fittizie.

IL COMUNICATO - Ecco il comunicato ufficiale: 

"TFN: 3 punti di penalizzazione al Chievo Verona, tre mesi di inibizione a Luca Campedelli
Il Tribunale federale nazionale 

– Sezione Disciplinare – presieduto da Cesare Mastrocola ha accolto il deferimento del Procuratore federale, sanzionando il Chievo Verona con 3 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella stagione sportiva in corso e un’ammenda di 200mila euro. 
Il TFN ha inoltre sanzionato con 3 mesi di inibizione il presidente del Consiglio di Amministrazione della società Luca Campedelli e con 1 mese e 15 giorni di inibizione i consigliere della società Piero Campedelli, Giuseppe Campedelli, Michele Cordioli e Antonio Cordioli.

Il Tribunale ha dichiarato di non doversi procedere nei confronti del Cesena per intervenuta revoca dell’affiliazione, sanzionando con 1 mese e 15 giorni di inibizione i consiglieri della società Guido Aldini e Samuele Mariotti. 

Le due società erano state deferite per aver sottoscritto le variazioni di tesseramento di alcuni calciatori indicando un corrispettivo superiore al reale e per aver contabilizzato nei bilanci plusvalenze fittizie e immobilizzazioni immateriali di valore superiore al massimo dalle norme che regolano i bilanci delle società di capitali, condotte finalizzate a far apparire un patrimonio netto superiore a quello esistente alla fine di ciascun esercizio e ciascun semestre così da ottenere la Licenza Nazionale e l’iscrizione al campionato delle stagioni 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018 in assenza dei requisiti previsti dalla normativa federale."


EVITATA LA PENALIZZAZIONE DI 15 PUNTI - Nella giornata di mercoledì, la Procura Federale aveva richiesto una penalizzazione di 15 punti, confermando la tesi sostenuta nel corso del processo sportivo dello scorso luglio: il Tribunale Federale ha accolto parte della tesi difensiva del club gialloblù, evitando al Chievo la penalizzazione di 15 punti inflitta in precedenza al Cesena (implicato nella medesima vicenda). Il club veronese aveva chiesto l’improcedibilità del processo per un difetto di forma: secondo l’avvocato Marco De Luca, infatti, il deferimento non sarebbe stato firmato dal Procuratore federale ma da aggiunti non titolati a farlo in base a quanto previsto dal Codice di Giustizia Sportiva. 

RICORSO CHIEVO - La società Chievo Calcio, a seguito della sentenza di primo grado resa nota oggi dal Tribunale federale nell’ambito del processo che la vede coinvolta per presunte plusvalenze fittizie, comunica la propria posizione attraverso il Legale difensore, l’Avvocato Marco De Luca: "Siamo stupiti e contrariati dall’esito della sentenza odierna. Siamo fermamente convinti, oggi più che mai, che la società abbia sempre agito con correttezza e trasparenza, e che le indagini della procura non siano state fatte correttamente. Riteniamo perciò che il Chievo non meriti questa ridotta penalizzazione, frutto peraltro, con tutta evidenza, della consapevolezza, da parte del Tribunale, della debolezza della tesi accusatoria. Ricorreremo quindi in appello, fiduciosi che la giustizia sportiva saprà alla fine riconoscere le nostre ragioni. In ogni caso, al di là di tutte le considerazioni di merito, resta il fatto che riteniamo il deferimento nei confronti del Chievo nullo per le ragioni già espresse ieri in udienza e segnatamente perché l’unico soggetto legittimato a firmare il relativo atto sarebbe stato il procuratore Giuseppe Pecoraro che invece non lo ha fatto né ha dedotto alcun impedimento come previsto dal Codice di Giustizia Sportiva". 

REAZIONE COTRONE - Il presidente del Crotone, Gianni Vrenna ha commentato a Radio Sportiva: "E' una sanzione a dir poco ridicola. Nel momento in cui vengono truccati i bilanci per tre anni e si prende un punto di penalizzazione a stagione, mi pare una barzelletta e un'altra brutta storia del calcio italiano. Mi sembra forse una cosa studiata a tavolino: allungare i termini a settembre, per poi arrivare a una sentenza di questo tipo. Sono amareggiato, noi siamo una società molto piccola, quando costruiamo una squadra stiamo attenti ai bilanci e cerchiamo di essere in regola. Non c'è parità se dobbiamo competere con una società che ha i bilanci truccati".