Lo scorso 25 luglio il Tribunale federale della FIGC si pronunciò per la prima volta sul caso delle presunte plusvalenze fittizie che vedono coinvolti il Chievo Verona e il Cesena confermando che il processo, almeno per la formazione veneta era da rifare perchè "Improcedibile" per colpa di vizi di forma. L'inchiesta, partita dagli articoli pubblicati da Calciomercato.com, si era infatti arenata perchè La Procura non aveva convocato per l’interrogatorio il presidente del Chievo, Luca Campedelli (in realtà lo aveva fatto, ma solo per telefono, senza formalizzarlo).

PROCESSO BIS - Il procuratore Giuseppe Pecoraro ha quindi nuovamente deferito il Chievo Verona e il suo presidente con il Tribunale che ha fissato per oggi, 12 settembre, la data per l'avvio del processo bis. 49 giorni dopo la prima udienza (e dopo la conferma dei 15 punti di penalizzazione rifilati al Cesena, poi fallito) davanti ai giudici, ci saranno il Chievo Verona, i suoi dirigenti e gli ex-dirigenti del Cesena (ma non l'ormai ex-società).

LA RICHIESTA - La Procura, secondo la Gazzetta dello Sport riproporra le richieste già presentate a luglio: 36 mesi per Campedelli e una penalizzazione di 15 punti al club. Marco De Luca, avvocato difensore, punterà a evidenziare gli errori "marchiani" commessi dall’accusa sia nel valutare i cartellini dei giocatori scambiati sia il loro impatto sui bilanci. Errori che ridurrebbero gli effetti delle plusvalenze a soli due milioni di euro e che, quindi, comporterebbero una diminuzione sostanziale della pena.