Non si può che dire un forte e sonoro "grazie": uno di quelli che durano per l'eternità, uno di quelli che si fa solo a chi si è iscritto con autorevolezza negli annali del calcio. Quindi, grazie Sergio Pellissier, o meglio, grazie capitano! Ieri si è giocata una di quelle partite che hanno toccato tutti, giocatori e tifosi di ogni bandiera (come si è potuto notare dallo splendido tributo del popolo neroazzurro a San Siro tutto per lui), degna per un saluto al calcio giocato di una persona come lui. 

Come quasi tutti sapranno infatti, il capitano clivense ha deciso di lasciare il calcio giocato proprio al termine di questa stagione. Una decisione condivisa con tutta la società, che corona una carriera di straordinaria bellezza. Sembra quasi ieri quando 19 anni fa arrivò al Chievo pieno di ambizioni e voglia di fare. Talmente tanta che in 16 stagioni ha collezionato ben 112, diventando il terzo miglior marcatore di sempre tra quelli che ancora giocano nel campionato italiano. Il Chievo deve tanto al suo capitano: è soprattutto grazie a lui che la favola clivense è potuta sbocciare, inserendosi subito nella grande antologia di quelle storie che si raccontano ai propri figli quando ci si siede a tavola e si vuole parlare di calcio. Già, perché se un figlio chiederà al proprio papà qualsiasi cosa su questo sport, non potrà che pensare, tra le altre cose al Chievo e al suo immenso capitano. Ora bisogna guardare avanti, perché se c'è una cosa che i grandi campioni lasciano, è una grande eredità. La società ora dovrà trovare già dal prossimo anno un degno sostituto e chissà, magari, il Chievo potrà scrivere di nuovo un grande capitolo di quel gioco meraviglioso che è il calcio.