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Amanti dello sport”. Se esiste in natura una categoria di persone di cui bisogna diffidare sono i finti De Coubertain. Coloro i quali usano come incipit “amo il calcio”, oppure “sono un autentico sportivo”, per poi – puntualmente – non accettare mai i verdetti del campo e farsi promotori di vere e proprie crociate contro gli avversari, a tutela della “passione vera per il calcio” e “dei buoni sentimenti” nello sport. Dopo Bergamo i decoubertiani si sono scatenati, essendo stata a parere loro “rubata” pure questa vittoria dalla Juventus. Stiamo parlando di un 1-3, mica uno striminzito 1-0 ottenuto con rigore discutibile. Vittoria per giunta in rimonta, dopo che la Juve era stata sotto fino al 74° minuto. Con altre squadre (le loro) i novelli baronetti dell’etica sportiva avrebbero parlato di impresa, trattandosi della Juve è invece un furto.

Nulla di nuovo sotto il sole, direbbe qualcuno, e si passerebbe oltre. Siccome però Calciomercato.com chiede al sottoscritto delle opinioni, mi tocca commentare quanto accaduto a Bergamo, posizioni dei decoubertiani comprese. Secondo la cui filantropica visione del calcio, questa partita l’Atalanta non avrebbe dovuto perderla. Perché ha giocato meglio, ha dominato la gara per un’ora abbondante, e l’arbitro Rocchi ha preso delle topiche clamorose. I decoubertiani l’hanno toccata piano: le hanno definite “connivenze” arbitrali, o più prosaicamente “frodi sportive”. Qualcuno ha pure presentato denuncia alla Procura di Bergamo, come segno tangibile della loro ricerca  della correttezza sportiva.

Secondo questi “amanti del calcio” si sarebbe dovuto annullare un gol alla Juve (il secondo) e assegnare un altro rigore all’Atalanta, che ne aveva già sbagliato uno, ma loro sono certi avrebbe messo a segno il secondo. Risultato finale 2-2, e Inter in testa alla classifica. Non essendo andata come avrebbero voluto i genuini “appassionati di calcio”, si è scatenato il solito casino, alimentato - in tv e sul web - pure dai pareri discordanti degli addetti ai lavori sui singoli episodi: il primo rigore atalantino, una respinta di gomito di Can, una carezza al pallone di Cuadrado. Ovviamente, per i predatori del calcio perduto hanno ragione solo coloro che la pensano come loro: tutti falli nettissimi, e tutti da punire. Sempre nel nome della correttezza, e di chi vuole bene al calcio , e non alla Juventus. Perché se ami il calcio non puoi tifare Juve, il pilastro su cui poggia l’intero e profondo pensiero neo-decoubertiano.

Sul primo penalty personalmente ho pochi dubbi, perché il pallone sbatte sul braccio largo di Khedira. Quello che invece va ad infrangersi sul gomito di Emre Can, colpendone prima il piede sinistro (ininfluente un par di ciuffoli, perché glielo devia quel tanto da farglielo arrivare addosso) per me non è fallo da rigore ma una semplice respinta, tra l’altro con una parte del corpo utilizzata per proteggere il viso e non per impedire il passaggio della palla.

E arriviamo al fallo di mano di Cuadrado, avvenuto ad un chilometro di distanza dalla porta di Gollini e che pregiudicherebbe la regolarità del raddoppio juventino e, a cascata, dell’intera gara. Certo, il tocco, anzi, la carezza al pallone con la mano c’è stata, però ogni tanto bisognerebbe utilizzare un po’ di più la pars costruens del cervello e lavorare di logica: quando un giocatore scivola e, in caduta, colpisce il pallone con la mano, l’involontarietà è palese. Se però ci si inventa che “con le nuove regole” (che sono sempre le stesse) l’involontarietà non esiste più, allora è inutile parlarne. E altrettanto se ci si accanisce a chiedere l’intervento del VAR, perché il protocollo non lo prevede

Dal fallo di mano di Cuadrado si sviluppa senza interruzioni l’azione che porta poi al gol? No, perché anche solo per un attimo il pallone è tornato in possesso dell’Atalanta, con Pasalic. Eh no, non vale – contrappuntano gli sportivoni - perché l’atalantino quella palla non la blocca, la perde nel contrasto con Bonucci, e quindi la manovra bianconera non si interrompe mai. Alla fine, provano a fregarti per sfinimento.

Sempre per la logica, della quale ormai fanno uso in pochi, come si fa a ritenere il raddoppio juventino viziato dal fallo di mano di Cuadrado, quando tra quell’episodio e la rete  di Higuain c’è di mezzo un’intera storia? Ci sono una ventina di tocchi di palla, l’Atalanta tutta che rientra nella propria metà campo, 6 giocatori + Gollini nell’area bergamasca al momento della stoccata decisiva del Pipita. Però la rete andava annullata per un fallo di mano involontario avvenuto una vita prima, altrimenti il campionato è evidentemente falsato. #fermiamoquestapagliacciata twittano a migliaia sui social. I lungimiranti Fruttero e Lucentini, già nel secolo scorso, avevano individuato il vero problema della nostra società: la prevalenza del cretino.