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  • Chirico: 'Il Napoli resta fuori dalla Champions e se la prende con la Juve. Ma i 20 rigori per il Milan vanno bene?'

    Chirico: 'Il Napoli resta fuori dalla Champions e se la prende con la Juve. Ma i 20 rigori per il Milan vanno bene?'

    • Marcello Chirico
      Marcello Chirico
    Alla fine il verdetto è stato: Juventus in e Napoli out. Quando tutti davano i partenopei sicuramente in Champions e la squadra di Pirlo con un in piede (e pure mezzo dell’altro) già in Europa League. Imprevedibilità del calcio, direbbe qualcuno. Di sicuro non nella bella Partenope, dov’è opinione diffusa fosse tutto quanto prevedibile, essendoci di mezzo la Juve. Secondo i napoletani, non poteva che finire così. Eppoi si arrabbiano se Juric ha reagito male quando, dopo il pareggio a sorpresa dell’Hellas domenica scorsa al Maradona, qualcuno ha avanzato velatamente sospetti sull’eccessivo impegno profuso in campo dal Verona. A Napoli pretendevano insomma una partita vera a Bologna ed una biscottata, con aggiunta di pastiera, a Fuorigrotta. Salvo essere poi in prima fila negli appelli alla sportività (altrui).

    La Juventus, per quanto mostrato nell’intera stagione, avrebbe meritato l’Europa League. Non puoi essere svogliato per l’intero anno scolastico e cercare poi, a tutti costi, una promozione studiando solo l’ultimo mese. È andata bene, certo, ma il pericolo scampato è stato gigantesco. Il Napoli ultimamente stava invece giocando meglio, era riuscito a risalire posizioni e si stava costruendo l’accesso in Champions. Però, se col Cagliari (in casa) non vai oltre l’1-1, e col Verona (sempre in casa) pareggi di nuovo, poi dovresti recitare ad alta voce il mea culpa. Invece la “culpa”, i napoletani, la danno agli arbitri, per i rigori non dati alla loro squadra e quelli concessi invece alla Juve. Uno in particolare: quello a Cuadrado nell’ultimo derby d’Italia. Probabilmente l’unica decisione corretta presa da Calvarese in quella partita. Ma non lo si può dire, perché “il mondo intero ha riso per quel rigore inventato” ribattono. Dipende sempre cosa si intenda per “mondo”, visto che a ridere è stato un solo telecronista inglese. Ma è stato sufficiente per scatenare un vespaio.

    A proposito di rigori, c’è chi in Champions ci è arrivato anche grazie a quelli. Leggi Milan, il quale ha obbiettivamente disputato un buon campionato e il ticket per l’Europa se lo è guadagnato. Con altrettanta obiettività però, va detto (e non lo fa quasi nessuno) che 20 rigori a favore in una stagione - il doppio rispetto a quelli ricevuti dall’Inter campione d’Italia - sono un’anomalia tutta italiana. Un record europeo e mondiale che non può passare inosservato. Avessero fischiato tutti quei penalty alla Juventus, non solo la squadra di Pirlo avrebbe avuto più punti in classifica ma sarebbe stata travolta da un diluvio di accuse di proporzioni bibliche. Così come sarebbe scoppiato un finimondo se due di quei 20 rigori gli fossero stati assegnati nell’ultima gara della stagione, quella decisiva. Come accaduto appunto al Milan a Bergamo. 

    La difesa dei milanisti è nota: quei rigori c’erano tutti. Facciamo finta sia davvero così, resta però da capire perché non c’erano mai quelli per gli altri. Il Milan entra più in area degli avversari? Baggianate. L’Atalanta da sola crea più occasioni dell’intera serie A e gliene sono stati fischiati a favore appena 6. La Juventus ne recrimina un paio col Benevento (una all’andata, l’altro al ritorno) 2 con la Fiorentina (andata), uno col Verona (andata): avrebbero potuto essere 6 punti in più in classifica. Mica pochi. Altrettante legittime recriminazioni potrebbero avanzare Inter e Napoli. Come stanno facendo appunto ora in quel di Partenope, seppur sbagliando bersaglio, accecati come sono dalla radicata antipatia verso la Juve.

    “Rigore c’è quando arbitro fischia!” d’accordo, ma non può fischiare sempre e solo in una direzione. Altrimenti manca l’uniformità di giudizio, caro Rizzoli. Con inevitabili ricadute su classifica e verdetti finali, che non sempre tutti accettano.

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