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Sarà stato pure un pareggio immeritato quanto si vuole quello strappato dalla Juventus con l’Atalanta, ma le ha consentito di mettere quasi definitivamente le mani sul nono scudetto consecutivo. Non quelle di Ronaldo e Dybala, autentici trascinatori della squadra in questa stagione, bensì di De Roon e Muriel. Perché, come ha scritto Mario Sconcerti, i rigori concessi a Madama per i falli di mano dei due atalantini verranno ora ricordati alla pari dei gol di Turone e Muntari.

In Italia, purtroppo, funziona esattamente così: se una regola assurda penalizza il mio avversario, soprattutto quello che mi sta più antipatico, chisseneimporta, va bene così, ma se ad avvantaggiarsi di quella stessa regola è la Juve guai, si urla allo scandalo, e quello scudetto entra di diritto nella galleria dei furti bianconeri, come appunto i 2 marchiati dalle reti di Turone (fuorigioco sacrosanto, smascherato all’interno dell’allora Rai giallorossa da Carlo Sassi) e Muntari (netto, tanto quanto quella di Matri, altrettanto ingiustamente annullata nella medesima partita).

Su quanto siano demenziali le nuove direttive date dall’AIA sui falli di mano mi sono già espresso a sufficienza in questa rubrica, attaccando frontalmente il designatore Rizzoli, così come il presidente Nicchi, primo a parlare di  scrupolosa “applicazione delle nuove regole” quando invece il regolamento non ha subito finora nessun cambiamento da parte dell’IFAB, unica istituzione in grado di poterlo fare. Attendo smentita (impossibile) su questo da parte dell’Associazione Arbitri.

Difficilmente mi verrà dato atto di averlo fatto, ma ritengo di avere la coscienza pulita. A differenza di tanti altri, compreso qualche insigne collega, che in tv ha aperto il caso sui rigori dati “ad minchiam” in questa fase post lockdown solo dopo Juve-Atalanta, non prima. Eppoi si stupiscono se, sui social, i loro profili vengono bersagliati dalle reprimenda dei tifosi juventini. Costoro hanno tutte le ragioni del mondo a chiedere un’informazione e una posizione uniformi da parte dei media, perché passano i decenni, le redazioni si rinnovano, ma le brutte abitudini si perpetuano nel tempo: quella appunto di scatenare polemiche sempre e solo unidirezionali.
Che i 2 penalty fischiati sabato sera da Giacomelli a favore della Juventus fossero molto discutibili – il primo più del secondo – lo sanno pure gli juventini, i quali si limitano semplicemente a far notare che altrettanti rigori farlocchi sono stati assegnati anche nelle giornate precedenti, senza code altamente polemica come quella innescatasi dopo la partita di Torino.

Uno a caso? Milan-Juve di tre giorni prima. L’osceno rigore fischiato a Bonucci, che riaprì quella gara. Nessuna differenza sostanziale con quello di De Roon. Eppure dopo il match di San Siro ci si sperticò nelle lodi alla squadra di Pioli, marginalizzando l’assegnazione di quell’assurdo rigore con questa motivazione: le nuove regole (che non esistono, ndr) parlano chiaro, quindi rigore ineccepibile. Bastava fare copia/incolla della medesima spiegazione pure dopo Juve-Atalanta e chiuderla lì.

Invece adesso, causa proprio quei 2 rigori, si dibatte sui reali meriti della Juventus di potersi fregiare di questo ennesimo, probabile titolo. Tanto per cambiare, un altro scudetto “rubato”. E, ovviamente, si chiede a gran voce a Rizzoli di rivedere (finalmente) anche questa assurda manipolazione della regola dei falli di mano, pensata solo con lo scopo di autodifendere la categoria arbitrale da ogni critica. Ovviamente, tutto ciò solo dopo Juve-Atalanta.

Eppoi gli juventini non dovrebbero arrabbiarsi.