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Gli è andata male pure stavolta. A chi? A tutti quegli haters antiJuve che spesso si presentano sotto mentite spoglie di finti osservatori terzisti nonché depositari delle verità giornalistiche, convinti di saperne una più del diavolo e invece rappresentano spesso un danno pure per la nostra professione. Perché si cibano di fake e poi, a loro volta, divulgano fake. Come puntualmente avvenuto sul caso Norvegia-Romania.

Lo riassumo: le 2 nazionali avrebbero dovuto incontrarsi  domenica scorsa a Bucarest per il match di ritorno del girone di Nations League, ma tra gli scandinavi si è registrato un caso di positività al covid. Allora è intervenuto direttamente il Governo di Oslo vietando alla squadra la trasferta in Romania .  Una decisione non pienamente condivisa da Federazione e giocatori, ma alla quale si sono poi attenuti. Risultato: mercoledì 18 novembre la Uefa ha assegnato la vittoria a tavolino alla Romania. Caso chiuso, ancora più in fretta di quanto avvenuto da noi per Juve-Napoli.

Sulle piattaforme social italiane i fuochi artificiali sono iniziati dal pomeriggio di sabato 14, non appena era girata la notizia dello stop alla nazionale nordica da parte del Ministero della Salute norvegese. Quanto bastava agli haters per agganciare il caso a quello di Juventus-Napoli, far partire la polemica e avventurarsi in vaticini: se il Governo norvegese può impedire alla propria nazionale di calcio di andare a giocare una partita per scongiurare altri contagi, allora pure una Asl può fare altrettanto sul territorio italiano. Come se un'azienda sanitaria locale avesse lo stesso peso specifico di un Ministero o di un Esecutivo centrale (roba che ti insegnano alle scuole medie).
Ma per i cronisti di Fakemagazine tutto fa brodo pur di indirizzare l’opinione pubblica sul concetto a loro caro,  questo: la scrupolosa Norvegia tutela la salute come si deve, in Italia si tutela solo la Juve. A danno, ovviamente, delle altre, nel caso specifico il Napoli, diventato all’improvviso il club più simpatico della Serie A. E questo nonostante l’ultima sentenza del Consiglio Federale parli chiaramente di dolo preordinato da parte della società azzurra pur di non salire a Torino il 4 ottobre per giocare quella partita. Un passaggio su cui gli haters  non hanno fatto nemmeno un plissè, semmai catalogato questa accusa alle voci “diffamante”, “offensiva” e “discutibile”. Non voglio pensare cosa avrebbero detto a parti invertite.

Si sono invece pronunciati quasi tutti, chi in modo diretto chi in forma sibillina, su cosa avrebbe deciso la UEFA su Romania-Norvegia: rinvio. E invece no, a Nyon si sono allineati alla FIGC italiana: non ti presenti in campo? Partita persa a tavolino. E lo hanno deciso in poco più di 48h, senza prendersi quasi due settimane di tempo per decidere, come fece in primo grado il giudice sportivo Mastrandrea. La più classica delle docce scozzesi, o in questo caso svizzera. Asl o Ministero che sia, se rinunci a giocare una partita la perdi. È la regola, a tutte le latitudini. Solo a casa degli haters antijuventini a oltranza funziona diversamente, anche se non penso che questa sonora facciata li abbia ridimensionati. Conoscendoli, ne aumenterà il livore al prossimo giro. Che non tarderà arrivare.