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La partita della discordia è stata finalmente recuperata e vinta dalla Juventus. La si è rigiocata nonostante (paradosso) ci fossero pure stavolta 2 positivi al Covid, esattamente come lo scorso 3 ottobre, però stavolta non è intervenuta nessuna Asl, nessun politico, nessuna Regione a bloccare tutto. Su quali siano le regole del gioco attendiamo delucidazioni da parte del presidente federale Gravina. Si è comunque giocato e, tavolino o no, i 3 punti se li è presi con merito la Juventus, interprete finalmente di una partita convincente. Al netto dei discutibili episodi arbitrali (1 a testa), compreso il penalty concesso nel finale al Napoli.

Da qui però a pensare che i problemi siano alle spalle e che il futuro di Madama non possa che essere roseo, ce ne passa. La vittoria sul Napoli è stata di fondamentale importanza soprattutto per la classifica, perché consente alla Juventus di distanziare alcune rivali dirette nella corsa al posto Champions e collocarsi, seppur momentaneamente, in una posizione più tranquilla, ma l’obiettivo non è stato ancora centrato. Quindi, calma e sangue freddo, anche coi giudizi e nelle analisi.

Pirlo ha di sicuro salvato la panchina, ma deve ancora navigare a vista. Altri passi falsi da qui alla fine del torneo potrebbero comunque essergli fatali, e sulla strada troverà clienti scomodi come l’Atalanta (da affrontare a Bergamo), la Fiorentina (che sbancò il JStadium all’andata) il Milan e l’Inter. Per rimettere di nuovo in gioco la propria candidatura in vista della prossima stagione, il buon Andrea dovrà raccogliere più punti possibili, magari assicurando alla squadre pure il secondo posto, oltre a portare a casa la 14° Coppa Italia.
Non dovesse verificarsi tutto questo, non credo che la proprietà Juve accetterebbe la riconferma del Maestro. La cui libertà d’azione appare, all’esterno, già limitata. Lo dimostrerebbe quanto accaduto mercoledì sera nella scelta finale del portiere: dopo la pubblica riconferma di Szczesny in conferenza stampa, in campo c’è andato a sorpresa Buffon. Versione ufficiale: la decisione è stata concordata tra l’allenatore e l’estremo difensore polacco prima della gara. Ma non convince: il breafing tra i due sarebbe stato più logico farlo prima della conferenza, comunicandone poi l’esito pubblicamente, in modo da non lasciare spazio a legittimi dubbi.

A decidere la gara col Napoli è stato Paulo Dybala, finalmente in campo dopo 87 giorni trascorsi tra JMedical e tribuna. Una rete delle sue, un gioiellino. E ovviamente sono partiti i peana. Pure per lui vale lo stesso discorso fatto per Pirlo: serve continuità anche da parte sua. Nelle prossime 9 gare di campionato e finale di Coppa Italia sarà fondamentale il suo contributo, dopodiché si  riesaminerà  la sua posizione contrattuale. Più Paulo si renderà utile alla causa, maggiore sarà la disponibilità della società ad aperture sulle sue richieste. Il più classico dei do ut des. Molti tifosi juventini si domandano cosa debba ancora dimostrare Dybala. Risposta: sul piano tecnico nulla, su quello caratteriale di essere maturo