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Caro Leo Turrini, a questo punto forse dovremmo parlare dell’imminente scudetto della tua Inter.
“Alt! Come direbbe il grande Mughini, aborro. E come diceva il Trap, non dire gatto fin quando non sta nel sacco. Quindi, io preferisco occuparmi di Muhammad Ali”.

Addirittura.
“Si’, in questo ameno luogo lasciami recitare la parte del Dottor Divago”.

Ma cosa c’entra il più grande pugile di tutti i tempi?
“Mi è venuto in mente Ali di fronte alle tante reazioni che hanno accompagnato l’ultima esibizione di Valentino Rossi”.

Beh, è andato proprio piano, in Qatar.
“Aspetta. Nel 1981 Ali, ormai logoro, decise di tornare comunque sul ring. Andò a sfidare un boxeur emergente, un certo Trevor Berbick”.

Dove vuoi arrivare?
“L’ex Cassius Clay era troppo vecchio, non vedeva più partire i colpi. Rimase in piedi, ma fu ovviamente sconfitto ai punti. E sai cosa disse, dopo?”

Sentiamo.
“Al telecronista della tv americana regalò una frase, una sola. Questa: non lo credevo possibile, eppure il tempo mi ha raggiunto”.

Pensi valga anche per il signor Rossi?
“Lo temo, ma resto del mio parere. Anche a me mette molta malinconia vedere un Campionissimo come lui relegato nelle retrovie, però non ha senso discutere le sue motivazioni o addirittura il suo modo di portare la moto! Io ripeto che i fuoriclasse infiniti hanno guadagnato il diritto di scegliere in autonomia il momento dell’addio. Nel caso di Ali, aveva ragione, con il senno di poi, chi lo invitava a non fare più a cazzotti. Ma la psicologia dei Campionissimi non può essere argomento da bar. Altrimenti, cosa dovremmo dire della Pellegrini?”

Cosa dovremmo dire di Fede?
“Beh, ai Giochi di Londra del 2012 fu invitata a togliere il disturbo, visto che non era salita sul podio dei 200 stile libero. Idem all’indomani della delusione olimpica di Rio. Avesse dato retta a chi la accusava di essere stata raggiunta dal tempo, mica staremmo qui a celebrarne la qualificazione in vasca per Tokyo! E dopo Rio ha pure vinto due titoli mondiali! Insomma, Houston abbiamo un problema. E non da oggi”.
Prego?
“Voglio dirti che gli odiatori da tastiera sono tremendi. In qualunque contesto. La Rete è una cosa bellissima, figurati su un sito come questo. Ma aveva ragione Umberto Eco. Con la protezione del nickname, con il fascino dell’anonimato, non di rado il web trasforma quello che una volta era l’ubriaco da bar in un opinionista”.

E non va bene.
“Non va bene no. Ma temo sia una battaglia persa. Ad ogni modo, continueremo a combatterla”.

Cosa pensi dell’ipotizzato ritorno di Max Allegri sulla panca della Juve?
“A me piace la ribollita”.

Cerca di essere serio, dai.
“Beh, io non ho mai capito perché Agnelli si fosse liberato di un allenatore, per giunta sotto contratto, che aveva vinto cinque scudetti in cinque anni, arrivando due volte in finale di Champions”.

Quindi sei d’accordo.
“Ti racconto questa. Alla fine del 2009, mi telefona l’avvocato Montezemolo. Mi fa: sa, Schumi mi ha detto che vuole tornare a correre in Formula Uno, ma io ho già preso Fernando Alonso e non posso tornare indietro”.

E tu?
“A me piace la ribollita. Schumi a Maranello non è mai tornato. Il titolo mondiale, nemmeno”.

Dici che non è una coincidenza?
“Secondo me Allegri conosce la risposta”.