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"Servirà l'impresa del secolo". E impresta è stata. Il Cittadella sbanca Benevento: dall'1-2 per le Streghe al Tombolato allo 0-3 per i veneti al Vigorito. E per la prima volta, il Citta, si gioca la Serie A in una finale playoff. In attesa di capire se sarà sfida al Pescara o derby veneto col Verona, la squadra di Venturato si gode la vittoria, pesante, con la mente, leggera, più libera che mai. E non può essere altrimenti quando hai un sogno a portata di mano. 

GLI EROI - C'è la firma di tanti su questa vittoria, da Panico, rinato dopo stagioni difficili tra Cesena e prestiti vari (era a Teramo a giocarsi la sopravvivenza in C la scorsa stagione), a Diaw, pescato dall'Entella a gennaio, passando ovviamente per Venturato, l'uomo che decide chi far scendere in campo. Ma ci sono tre nomi da sottolineare, cerchiare e ringraziare se la Serie A è lì, a due gradini di distanza: Stefano Marchetti, Alberto Paleari e Gabriele Moncini

LA RIPARTENZA E... IBRA - Uno è ripartito, l'altro è volato, l'ultimo muove i fili. Gabriele Moncini alla Spal non giocava: solo 7 i minuti raccolti in Serie A fino al mercato di gennaio, nel quale il Cittadella, alla ricerca di un bomber, ha deciso di puntarci. Ed è cambiato tutto, visto che in mezzo girone l'ex Cesena è diventato il capocannoniere della squadra: 12 gol in 17 presenze in campionato, 3 gol in 3 partite di playoff. Ha steso lo Spezia, a La Spezia, con una doppietta, ha realizzato, di tacco, il gol del 3-0 col Benevento a Benevento. Killer da trasferta. Per uno che segna, c'è uno che para: Alberto Paleari, miglior portiere dell'ultimo campionato di Serie B. Cresciuto nel Milan, scudettato (da quarto portiere) nel 2011, sparring partner di Ibra negli allenamenti, è stato pescato da Marchetti nel 2016, quando giocava alla Giana. Pesca che ha portato i suoi frutti: seconda miglior difesa della Serie B, 13 clean sheet e parate importanti in momenti delicati. Come ieri, sullo 0-0: mancino potente di Ricci, respinta istintiva di Paleari, che dà il là al contropiede dell'1-0. E poi...

MAGO - Stefano Marchetti, il direttore generale del Cittadella, quello che sul mercato guarda alle serie inferiori, quello che a gennaio è andato a prendersi Moncini (unico giocatore in prestito, gli altri sono tutti di proprietà), quello che ha detto no alla Serie A per proseguire il suo cammino col Citta. Un percorso di crescita che è sempre andato di pari passo, con la stessa ambizioni, con lo stesso profilo basso, e il mantra da ripete: mai spendere di più di quanto consentito. Poteva arrivare a Ceravolo ma "guadagna troppo per il Cittadella" in un mondo dove "c'è troppa improvvisazione". Marchetti no, non improvvisa, studia e osserva, lancia Varnier Kouamé, fa crescere Biraghi, Baselli Gabbiadini, ridà luce a talenti che sembravano sfioriti. E fa sognare Cittadella. Lui, proprio lui, quello del "Serve l'impresa del secolo". Arrivata. 

@AngeTaglieri88