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Ogni volta che si parlava del Fair Play Finanziario (FPF) dell'Uefa sorgeva un interrogativo: davvero il governo del calcio europeo avrà la forza di sanzionare uno dei top club, qualora se ne presentasse l'occasione? E la risposta, tra lo scettico e il cinico, era che mai la confederazione del calcio europeo avrebbe osato compiere un passo tanto grave. Invece ieri è arrivato il colpo: Manchester City escluso per due stagioni (2020-21 e 2021-22) e multato per 30 milioni di euro. Praticamente, un Massacro di San Valentino che colpisce la società che maggiormente ha speso sul mercato dei trasferimenti di calciatori nell'ultimo decennio. Un impegno finanziario che però è andato nettamente fuori dai parametri della compatibilità di bilancio fissati dall'Uefa a partire dal 2011, in obbedienza a un principio di equità competitiva col quale non si può che essere d'accordo.

Questo principio comanda che un club debba spendere soltanto in relazione a ciò che produce, per impedire che lo faccia in deficit e/o grazie alla esorbitante capacità di spesa di una compagine proprietaria capace di finanziare a fondo perduto. Altrimenti la competizione è falsata in partenza e i valori economici saranno decisivi prima ancora di scendere in campo. Ma rimaneva il dubbio già detto: questi principi sono uguali per tutti o nel mondo del calcio europeo vi sono soggetti più uguali di altri? La decisione presa dall'Adjudicatory Chamber del Club Financial Control Body dell'Uefa lo ha dissipato. Chi sbaglia paga e in modo salato. Nessuno può sperare di farla franca.

Sulle cause della pesante sanzione comminata ai Citizens torneremo nei prossimi giorni con una serie di articoli. Perché la storia è lunga e complessa, dunque merita di essere raccontata nei dettagli. Ma si può dire da subito che senza l'apporto di Football Leaks non si sarebbe giunti a questo risultato. La mole di documenti resi pubblici grazie all'operazione nata dal coraggio di Rui Pinto, e successivamente condotta dal consorzio di testate europee raccolte sotto la sigla European Investigative Collaborations (EIC) e capeggiate dal settimanale tedesco Der Spiegel, ha permesso di dispiegare una serie impressionante di evidenze riguardo al modo in cui il club posto sotto il controllo della famiglia regnante negli Emirati Arabi Uniti ha manovrato per aggirare limiti e divieti posti dal FPF. Va inoltre specificato che i Citizens non sono i soli a compiere manovre del genere. Le cronache di Football Leaks riferiscono che Paris Saint Germain e Monaco si sono mosse nella medesima direzione. Se ciò significherà che dobbiamo attenderci nuove esclusioni, lo sapremo soltanto nei prossimi mesi. Allo stesso modo in cui dovremo aspettare un giudizio del TAS di Losanna per sapere se la sanzione comminata al Manchester City rimarrà quella o se vi sarà un esito differente. Ma indipendentemente da cosa accadrà nei passaggi successivi rimane l'apporto essenziale dato da Football Leaks. Che nel 2020 entra nel suo sesto anno di vita, eppure molte testate italiane si accorgono soltanto adesso della sua esistenza. Così come soltanto adesso vengono a conoscenza di Rui Pinto.
Invece per noi di Calciomercato.com, che seguiamo la vicenda di Football Leaks dalle origini, la figura di Rui Pinto è nota e ancor più noto è lo scandalo della sua situazione giudiziaria. Che lo vede da oltre un anno sottoposto a carcerazione preventiva. Le sue rivelazioni ci hanno dato prova della sistematica corruzione che infesta il mondo del calcio. Ma per la giustizia portoghese il soggetto da sottoporre a una misura restrittiva è lui. È il momento di attivare una mobilitazione internazionale affinché gli venga restituita la libertà e gli si dia possibilità di affrontare il processo da libero cittadino. Ciò che peraltro, in Portogallo come altrove, non è negato nemmeno agli autori dei peggiori crimini di corruzione.
#freeruipinto

@pippoevai