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Vince in rimonta 2-1 la Sampdoria contro la Lazio, mettendo un tassello pesante, se non fondamentale, in ottica salvezza. Doccia fredda improvvisa per i padroni di casa perché al 3' minuto la Lazio è già avanti: cross di Candreva e testa di Djordjevic per lo 0-1 biancoceleste. Gli ospiti si spingono cercano il raddoppio all'11', quando Keita a seguito di una bella percussione strozza la conclusione mettendo a lato. Al 14' è invece Muriel a chiamare all'intervento Marchetti, dopo una grande azione personale. Immediata replica ospite con Candreva che da ottima posizione viene murato da Dodò. Al 19' la Samp ristabilisce la parità: Fernando imbeccato in profondità da Krsticic con il destro batte Marchetti e fa 1-1. La Samp prende coraggio e quattro minuti più tardi è Muriel da buona posizione su calcio piazzato a lambire il palo della porta laziale. La manovra blucerchiata si fa martellante, al 36' un tiro cross di Dodò attraversa tutta l'area senza che Diakité in spaccata riesca a spingerlo in porta. Appena si abbassa la concentrazione dei blucerchiati però la Lazio prova a pungere; questa volta Keita a tu per tu con Viviano trova un grande intervento dell'estremo difensore doriano. L'episodio scuote i biancocelesti che al 43' usufruiscono di un rigore per intervento di Dodò su Keita. Dal dischetto va Candreva, che però trova un super Viviano, ancora una volta decisivo dagli undici metri. La ripresa si apre con la Samp in avanti: al 49' subito doppia occasione per la squadra di Montella con Quagliarella e Muriel, murati in entrambe le occasioni da Marchetti. La Lazio invece si fa vedere con Lulic, ma nessun biancoceleste approfitta del suo suo cross a centro area. Altra grande occasione per la squadra di Inzaghi al 68'. La chance viene sciupata da Djordjevic che all'altezza del dischetto non riesce a deviare in rete un cioccolatino di Keita. Al 79', però, arriva il vantaggio blucerchiato: l'azione è molto confusa, e genera le proteste laziali per un presunto fallo. Marchetti salva sul colpo di testa di Silvestre, la palla rimbalza sulla traversa, prima di tutti arriva Diakité a ribadire in rete per il 2-1 doriano. Nel finale gli assalti ospiti, per la verità un po' confusi, non portano variazioni al risultato: c'è solo spazio per un'altra parata di Viviano al 95' su punizione dal limite, prima dell'esplosione di gioia del Doria, che festeggia una salvezza ormai ad un passo.

SAMPDORIA

Il portiere della Sampdoria, Emiliano Viviano: "Penso che il rigore parato sia un rigore sbagliato, poi certo bisogna essere bravi, concentrati e freddi. Sono contento di averne parati due, come è giusto che sia. Applausi dello stadio? Io vivo per queste cose, per me il calcio è questo, sono nato ultrà e questi gesti sono il bello dello sport. Qui ho sempre sentito un affetto incredibile, anche quando non avevo ancora fatto nulla, e mi piace restituire qualcosa. La Nazionale? Le vacanze le ho già prenotate, al massimo le disdico (ride, ndr). C'è un allenatore che fa le sue scelte, tanti portieri bravi, Conte farà le sue valutazioni. Il derby è sempre una partita importante e vogliamo vincerla, io il Genoa durante l'anno non l'ho guardato, so che ha fatto un buon campionato però vogliamo prima pensare al Palermo. La Samp ha imparato a soffrire, ora dobbiamo chiudere bene la stagione e pensare a lavorare bene per il prossimo campionato".

LAZIO

Il difensore della Lazio, Dusan Basta: "Giochiamo bene ma non raccogliamo punti. Questa partita mi ha ricordato quella con il Genoa di un anno fa: avevamo giocato una grande partita ed eravamo tornati a casa con zero punti e tre infortunati. Avremmo potuto chiudere la gara, e invece abbiamo perso. Secondo me gestiamo bene la palla, con un po' di cattiveria e cinismo in più possiamo vincere delle partite. Obiettivi ce ne sono sempre, ora dobbiamo fare meglio in queste gare e fare più punti possibili da qui alla fine. Finita la magia Inzaghi? Non mi piace parlare di queste cose, noi in campo diamo il massimo e non si può valutare una gestione solo da due gare. Cosa non ha funzionato quest'anno? Ci sono state parecchie variabili, quando parti male perdendo la Supercoppa e non qualificandoti per la Champions poi ne risenti durante il campionato, ma non so dare una risposta più precisa".