57
Milan e Inter e il sindaco di Milano Beppe Sala da una parte, il comitato "Sì Meazza" - che annovera tra le sue fila personaggi di spicco come Milly Moratti, l'ex prefetto Bruno Ferrante,  l’avvocato Felice Besostri e il promoter Claudio Trotta - dall'altra. Nemmeno la dichiarazione di interesse pubblico del nuovo stadio che sorgerebbe a fianco di San Siro arrivata dalla giunta comunale ha sedato le proteste da parte del fronte contrario al progetto portato avanti dai due club. "Il nostro movimento opera non contro qualcosa, ma per la salvaguardia e l’eventuale ammodernamento dello Stadio Meazza, per recuperare a verde la immensa distesa di cemento attorno allo stadio, per riqualificare l’ambiente urbano peraltro già interessato da altre operazioni immobiliari. Noi ci auguriamo che il Sindaco e la Giunta portino rapidamente in Consiglio Comunale le motivazioni alla base della dichiarazione di pubblico interesse", fa sapere il comitato "Sì Meazza".
Che poi aggiunge: "Da quanto si è appreso da notizie stampa sulla vicenda dello stadio e delle aree di San Siro, la Giunta di Milano su proposta del Sindaco ha deliberato l’interesse pubblico del nulla: infatti non vi è lo studio di fattibilità; non è definito il progetto del nuovo stadio sulla cui realizzazione di conseguenza si realizza un intervento immobiliare e finanziario proporzionato solamente al costo del nuovo impianto (così prevede la legge); non vi è soprattutto una motivazione come prevede la legge, sulla rinuncia dell’obbligo prioritario, il recupero dello stadio esistente". Il comitato "Sì Meazza" contesta la decisione di non conservare l'attuale stadio in considerazione del fatto che soltanto 5 anni era stato oggetto di interventi di ristrutturazione per la disputa della finale di Champions League e che i collaudi effettuati nei mesi scorsi hanno certificato la solidità strutturale anche del piano anello, quello di più datata realizzazione.