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Vuole farsi cacciare? Lo vogliono cacciare? Non si sa. Di tutte le risposte possibili, l'unica poco credibile è quella che Conte ha fornito prima della finale: le famose dichiarazioni dirompenti, dopo la vittoria contro l'Atalanta, le avrebbe fatte per dare una scossa all'ambiente. Ma la talpa e l'assenza di "protezione" che c'entrano con le motivazioni ai calciatori? A meno di non volerci vedere un: "Io e la squadra contro tutti". Contro la società, il calendario, i media, l'aria che si respira… 

Anche l'ultima intervista, dopo la sconfitta nella finale persa col Siviglia, è sibillina: "Cercheremo di pianificare eventualmente il futuro dell'Inter con o senza di me". Con l'aggiunta di un'altra frase improbabile: "Devo pensare anche alla mia famiglia", un sentito ringraziamento a tutti per il "bellissimo anno", ma "certe situazioni non mi sono piaciute, con tutto il rispetto e bisogna capire se c'è la voglia di tutti di non passare un'altra annata in questa maniera". Insomma "un anno bellissimo" da non ripetere! Difficile sapere da cosa derivi tanto risentimento. Ma se Conte, in un modo o nell'altro, dovesse andarsene sarebbe un peccato per tutti e due. Per lui e per l'Inter. 
La squadra è molto migliorata, la differenza con la Juventus è ridotta al minimo (da 21 punti a 1 uno), i giocatori sembrano seguirlo, un secondo posto in campionato a ridosso della prima e una finale raggiunta nel secondo torneo europeo. Mentre i bianconeri sono in fase calante, con la necessità di cambiamenti robusti nella rosa e soprattutto di ritrovare identità e fiducia nei propri mezzi, i nerazzurri hanno, finalmente dopo molti anni, acquisito una fisionomia. Insomma, è stato fatto un buon lavoro. Al di là delle questioni contrattuali o di alcune antipatie (in quale società, in quale azienda, in quale compagine regna l'armonia assoluta?) avrebbe senso ricominciare da capo, quando basta poco per ottenere un'affermazione importante? Né sembra che non vi siano investimenti all'orizzonte per migliorare ulteriormente l'organico. 

Non crediamo che bastino una "talpa" e un carattere notoriamente "difficile" a buttar via "un bel bambino, con poca acqua sporca", né che Conte sia mandato in vacanza due anni con 20 milioni di euro. Certo, il primo anno di matrimonio non è stato tutto rose e fiori, ma conviene a tutti (società e allenatore) continuare a provarci. E poi: non c'è rosa senza spine.