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Conte, il merito è diventato limite: dopo il Tottenham, chi si prende il rischio delle sue sparate?

Conte, il merito è diventato limite: dopo il Tottenham, chi si prende il rischio delle sue sparate?

  • Giancarlo Padovan
    Giancarlo Padovan
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Anche se lui non lo sa, sono molto affezionato ad Antonio Conte. E’ un allenatore capace, si è fatto da solo, non ha disdegnato la gavetta, ha vinto molto e perso pochissimo, rimanendo sempre fedele a sé stesso. Se questo è un merito - e per me lo è - in alcuni casi diventa un limite. E’ quanto sta accadendo al Tottenham, ma, purtroppo, era capitato anche alla Juve, al Chelsea e all’Inter. Antonio non ha pazienza, non conosce la diplomazia, ama dire tutto senza nessuna mediazione e con questo comportamento fa terra bruciata attorno a sé. Alcune volte si lamenta delle promesse non mantenute dai proprietari o dai dirigenti di un club. Altre volte chiede giocatori forti che pochi riescono a dargli.

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Non lo si era mai visto, però, attaccare così platealmente i suoi calciatori - difesi sempre e ovunque - come ha fatto sabato, dopo il 3-3 con l’ultima in classifica. Ha detto che il Tottenham non vince da molto tempo e che non può essere solo colpa dei dirigenti o degli allenatori, chiamando in causa quelli che manda in campo e che non giocano da squadra, ma da singoli. Purtroppo lo sfogo rischia di costargli caro. Intanto, perché non mi sorprenderei se il Tottenham lo licenziasse durante questa pausa. Poi, perché certi errori di comunicazione possono alienargli le simpatie di altri club dove vorrebbe andare o tornare. E’ chiaro a tutti che nei suoi pensieri c’è l’Italia. Ma chi sarebbe disposto ad acccontentarlo con ingaggio e mercato sontuosi per poi trovarsi spiazzato alla prima sconfitta o alla prima sparata? 
 

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