Ci dicono che siamo cinesi? Bene, allora proviamo a essere ottimisti e pensiamo che tra una settimana entreremo nell'anno del cane. Che sia quindi di buon auspicio e che si riveli la stagione di Ringhio quindi. Scherzi a parte, Rino si è forse già meritato il rinnovo. Si è conquistato il primo vero contratto da allenatore del Milan e non più da tecnico pro tempore, o peggio, da semplice bandiera che crea empatia con i tifosi. La verità infatti è che era stato preso per essere il volto del milanista vero, e invece Fassone e Mirabelli si sono trovati un ottimo allenatore. Eravamo tutti scettici al suo arrivo (io in primis) anche per il semplice impiego in primavera, eppure oggi lui è forse l'unica vera, buona e incoraggiante novità in ottica futura.

Sognare per l'ennesima volta l'arrivo di un top manager sarebbe l'ormai solita illusione di cui farne volentieri a meno. Conte non verrà mai in una società sgangherata come questa, senza un presidente e con la UEFA che a breve bloccherà anche di poter spendere quei pochi spicci che avremo in estate. Per una volta puntiamo quindi sulla sostanza invece della forma. Puntiamo sul gruppo che ha creato Rino dopo la demolizione fatta in estate. Ripartiamo, per una volta, da un milanista vero, invece di un interista o juventino travestito di rossonero.