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Stasera, se batterà la Spal, l’Inter sarà seconda da sola a meno 6 dalla Juventus, ma nemmeno questa concreta possibilità può cancellare le tante critiche rivolte a Conte. L’ultimo è stato “Spillo” Altobelli, vecchio cuore nerazzurro che dalle colonne del “Corriere dello Sport-Stadio” ha attaccato l’allenatore interista, invitandolo a smetterla di lamentarsi. Prima di lui un altro grande di un altro sport, il coach Dan Peterson, aveva scritto su “La Gazzetta dello Sport” che Conte dovrebbe assumersi le proprie colpe, invece di scaricarle sugli altri. Oltre a questi pareri illustri, ci sono anche quelli di tanti tifosi dell’Inter, delusi non soltanto dai risultati della squadra ma anche dagli atteggiamenti di un allenatore, strapagato 12 milioni all’anno, che fin qui non ha garantito il tanto atteso salto di qualità. 

Ripensare, per credere, a tutti gli obiettivi già falliti, perché anche se l’Inter battesse la Spal lo scudetto rimarrebbe un sogno. All'inizio della stagione, infatti, l’Inter come e forse più del Napoli era considerata la principale rivale della Juventus, alla quale avrebbe dovuto almeno contendere lo scudetto fino al termine del campionato. Come non detto, invece, perché dopo un’incoraggiante partenza che l’aveva portata davanti alla Juventus fino alla sesta giornata, l’Inter si è fermata subito dopo perdendo in casa contro i bianconeri, facendosi scavalcare. E da quel momento non le è più stata davanti, crollando nel girone di ritorno. Nemmeno la sfida a porte chiuse a Torino, senza i tifosi bianconeri, ha aiutato l’Inter a restituire la sconfitta dell’andata. Morale: due partite contro la Juventus e due sconfitte, senza nemmeno l’alibi dei rigori contro, come l’ultima Atalanta. 

In Champions, se possibile, è andata ancora peggio con l’eliminazione ai gironi, e il crollo a Dortmund con un 2-0 all'intervallo diventato 2-3 alla fine. Certo, ora c’è ancora la possibilità di vincere l’Europa League, ma nell'attesa è sfumata anche la coppa Italia, nemmeno in finale ma in semifinale, dopo aver perso all’andata in casa contro il Napoli e avere sprecato il vantaggio in trasferta al ritorno. L’unica vera differenza rispetto all’ultimo anno di Spalletti, è la certezza di partecipare il prossimo anno alla Champions, senza aspettare l’ultima giornata, ma questo è il minimo e non il massimo che la società e i tifosi chiedevano a Conte. 
Non è certamente il caso di parlare di fallimento, ma quello che dà fastidio alla maggioranza dei tifosi, non soltanto ad Altobelli e Peterson, è la reazione di Conte che si lamenta accusando gli altri senza mai assumersi le proprie colpe. Tra queste c’è anche una preparazione discutibile, perché l’Inter raramente tiene per 90’ giocando a gran ritmo o il primo tempo, come è successo non soltanto a Dortmund, o il secondo come nell’ultima gara contro il Torino. Inoltre gli infortuni muscolari a giocatori leggeri come Barella e Sensi, costretti a correre a cento all'ora come il gigante Lukaku, potrebbero non essere casuali. Ma soprattutto, in questa fase del campionato in cui c’è la possibilità di usare cinque cambi, non si capisce perché Conte abbia fatto spesso le sostituzioni negli ultimi minuti, non tra un tempo e l’altro, oppure dopo un’ora. 

Clamoroso e ingiustificabile, dal punto di vista tecnico e umano, il trattamento riservato a Eriksen, grande giocatore che l’Inter ha pagato 20 milioni a gennaio, proprio per darlo subito al proprio allenatore, invece di prenderlo a costo zero a fine stagione. Impiegato per 10’ finali contro il Verona e per gli ultimi 9’ contro il Torino, Eriksen in così poco tempo non poteva fare a differenza e allora, se proprio non piace a Conte, tanto valeva tenerlo in panchina fino al termine. Ma in ogni caso, proprio perché si gioca ogni tre giorni, non si capisce come mai improvvisamente Conte gli abbia preferito, per due gare consecutive tra l’altro, Borja Valero che ha 35 anni e non era mai stato considerato un titolare in precedenza. E allora affiora il sospetto che Conte voglia lanciare altri segnali ai dirigenti, visto che continua a lamentarsi della qualità dell’organico. 

Rimane il fatto, però, che ha voluto e ottenuto Lukaku, strapagato 78 milioni, e gli sono stati messi a disposizione Sensi e Barella, i migliori giovani sul mercato, senza dimenticare gli arrivi dei vari Godin, Bastoni, Young e Moses. E soprattutto senza dimenticare che proprio lui era stato il grande acquisto dell’Inter. Ma se Conte non perde occasione per far capire che non gli bastano i giocatori a disposizione, anche il presidente Zhang potrebbe far capire che non gli basta un allenatore così. Anche se l’Inter stasera potrebbe essere seconda da sola alle spalle della Juventus, coltivando ancora una pazza idea di scudetto tra tanti, troppi, rimpianti per gli ultimi punti buttati via dopo la ripresa del campionato.