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    Conte vuole tornare in Italia, ma Inter e Juventus non possono permetterselo. Il Milan sì...

    Conte vuole tornare in Italia, ma Inter e Juventus non possono permetterselo. Il Milan sì...

    • Gianni Visnadi
      Gianni Visnadi
    È pensiero diffuso che l’esito di Tottenham-Milan possa decidere il futuro di Conte sulla panchina degli Spurs. Può essere, come anche potrebbe essere che ad alimentare la suggestione del suo prossimo rientro in Italia sia proprio l’incrocio con un grande rivale del suo passato, da calciatore prima e da allenatore poi, oltre trent’anni di sfide, gran parte dei quali proprio a incrociare la sciabola con Paolo Maldini, totem rossonero e compagno di Nazionale. I due sono sempre stati amici.

    C’è chi pensa a Conte per il dopo Inzaghi, e ipotizza suggestivi scenari di mercato, ma forse dimentica perché Conte è finito a Londra. Quel suo rompere il contratto con un anno di anticipo perché la situazione economica del club non garantiva più prospettive di successo: due anni dopo, se la situazione è cambiata, l’ha fatto solo in negativo e il mercato estivo da fare senza soldi sarà tutt’altro che semplice. Sarebbe davvero curioso che un club che gli ha pagato una buonuscita di 7,5 milioni lo richiamasse per affidargli una squadra più debole. Se non sarà Inzaghi, e il rischio c’è, il prossimo allenatore dell’Inter avrà un profilo differente: tante idee e meno medaglie, cioè meno pretese. Se poi vogliamo credere alle favole, contenti tutti.

    E ugualmente sembra oggi una favola, se non un sogno dei tifosi, il rientro di Conte in Italia al suo vecchio amore bianconero. Qui le variabili sono persino di più, e poco conta che Antonio abbia voglia di riunirsi alla famiglia, che non ha mai abbandonato Torino, nemmeno quando allenava l’Inter. Intanto c’è di mezzo il contratto di Allegri, altri 2 anni a 9 milioni netti, bonus compresi. E poi c’è il futuro sportivo della Juventus. Dove giocherà? Per quali traguardi? In quale campionato? Conte a Londra guadagna 15 milioni netti e sappiamo che gli Spurs vantano un’opzione per il rinnovo del contratto per un’altra stagione. Quanti gliene basterebbero per tornare a Torino?

    Ovvio che nessuno tratterrà Conte controvoglia a Londra. Se davvero vuole l’Italia, verrà in Italia, ad allenare o magari ad aspettare che si liberi una panchina per lui. È suggestivo pensare che possa essere l’allenatore della ricostruzione bianconera, ma sarebbe una grande inversione di tendenza rispetto alle sue consolidate abitudini, diventate nel tempo necessità. Avere cioè una squadra pronta per vincere subito. Possono garantirglielo a Torino, al netto dell’eventuale sacrificio economico per liquidare Allegri? Anche qui, quale sarà il prossimo mercato della Juventus, probabilmente senza le Coppe, se non addirittura retrocessa? Già solo nel primo caso sarebbe indispensabile un nettissimo taglio ai costi che male si sposa con la favola del ritorno di Conte a Torino..

    E se invece fosse proprio il Milan la prossima squadra di Antonio Conte? E se l’esito dell’ottavo di Champions, e in assoluto il finale di stagione, non decidessero solo il suo destino ma anche quello di Pioli? Anche qui c’è di mezzo un contratto appena rinnovato (e per due anni), ma è indubbio che Conte garantirebbe un salto per lo meno di status alla panchina rossonera. Il Milan ha conti quasi in ordine e potrebbe offrirgli un ingaggio importante, ha un organico giovane e con parecchi giocatori in fase di crescita e anche sul mercato ha prospettive che le due storiche rivali non hanno. Già quest’anno, investendo senza però adeguatamente rinforzarsi per l’immediato, ha speso senza dovere vendere. Non l’ha fatto nessuno. Se in estate incassa 70/80 milioni cedendo Leao, e magari di più se il portoghese farà un finale di stagione all’altezza delle sue possibilità, ci sarà non un tesoretto, ma un vero tesoro per rinforzare la squadra e tentare Conte a guidarla. Ovviamente, volendolo fare.

    @GianniVisnadi
     

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