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Non bastassero le interferenze  di radiomercato, ecco piovere i guai fisici che, nell'imminenza del match col Parma, alimentano legittime ansie. Eugenio Corini para gli uni e gli altri.  Da vero equilibrista, tutto intento a sistemare un Chievo chiamato all'ennesima sfida da brividi. Di certo, al di là dell'ammutinamento di Sorrentino, la squadra sarà falcidiata dalle assenze, soprattutto dietro e a metà: «La nostra è stata una settimana molto difficile», spiega il tecnico. «Arriviamo alla gara in condizioni non buonissime. E allora chiedo ai nostri tifosi di darci una grande mano, ci serve il loro sostegno. La gara è delicata, difficile. Da parte mia posso garantire che chi andrà in campo ci metterà fisico, cuore, massimo impegno».  Impossibile evitare il discorso su Sorrentino. «Penso che questa situazione debba essere accantonata. Le società si stanno parlando e spero che presto si arrivi a una soluzione definitiva che accontenti soprattutto noi. Ora andiamo ad affrontare una partita molto importante senza il nostro portiere titolare ed è quello che a me preme di più. Perché la squadra viene prima di tutto, certo prima delle esigenze personali. Ma chi andrà in campo è pronto a fare una grande battaglia».

Qual è il suo punto di vista su questa storia?
«Stefano Sorrentino è sotto contratto col Chievo e la sua situazione è stata spiegata molto chiaramente nel comunicato della società di giovedì. C'è voglia da parte del Chievo di trovare una soluzione ottimale, da parte del Palermo di acquistarlo. A me preme che sia coperto il ruolo. E spero che le cose si risolvano bene anche per Stefano, che in questi mesi mi ha dato molto. Il che non toglie che per me lui ha fatto una cazzata, visto che la situazione stava evolvendo e si poteva chiudere in un paio di giorni. Il suo atteggiamento ha irrigidito un po' i rapporti, speriamo che si trovi un accordo nell'interesse di tutti».

Tocca a Christian Puggioni.
«Sì, ha la sua opportunità. La stava aspettando da tempo».

E il Parma?
«È una squadra che vive un momento straordinario. L'ho seguito, giocano bene, alternano questo 4-3-3 con due esterni come Biabiany e Sansone - e questo straordinario Belfodil - al 3-5-2 che hanno usato pure domenica con la Juve. Hanno duttilità tattica, tecnica, velocità, fisicità. Sono forti, lo testimoniano i punti».

Come si fa a cancellare un 4-0 come quello di Bologna?
«Secondo me la prestazione a Bologna c'è stata, lo ribadisco. Nulla a che vedere con la sconfitta di Torino. Siamo rimasti in partita nonostante tutte le situazioni negative. Abbamo fatto quattro errori gravi che sono costati quattro gol. Ma abbiamo costruito molto, più di tante altre volte fuori casa. Io lo spirito l'ho visto, anche sul 3-0. Potevamo rendere più onorevole la sconfitta e invece abbiamo preso il quarto gol. Ma chi ha visto la partita e l'ha saputa analizzare con onestà intellettuale ha visto una squadra che ha lavorato, ha giocato e ha pagato duramente ogni errore. Ma questa è la Serie A. Queste sono le situazioni che fanno la differenza. Di sicuro sabato abbiamo concesso troppo».

Si aspetta novità dal mercato?
«Ci stiamo lavorando, ci sono situazioni in evoluzione ma per me il presupposto fondamentale è quello di lavorare con i ragazzi che ho. Siamo in emergenza, ripeto, ma lo spirito è quello giusto».

Kurtic, Paponi, Fabbrini: chi peschiamo dal mazzo?
«È indelicato rispondere. Se i nomi sono emersi è perché probabilmente ci sono stati interessamenti ma da qui a farli diventare giocatori del Chievo ce ne corre. Dovesse arrivare qualcuno di questi vi chiarirò perché li ho voluti».

Quanto l'assenza di Hetemaj incide sulla scelta del modulo?
«Io voglio una squadra che abbia forza, fisicità e si sappia contrapporre alla tecnica e alla velocità del Parma. Per questo penso a un equilibrio che mi pernetta di avere contrasto su di loro e ripartire. Vedremo».