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Milano prova ad andare avanti, tra chi cerca di mantenere la calma e chi invece l’ha smarrita già da qualche giorno. Il Corona Virus spaventa, te ne accorgi passeggiando per le strade vuote di sera o scambiando quattro chiacchiere con i ristoratori: “Da giovedì avevamo la sala al completo di prenotazioni per stasera (ieri, sabato) ma stamattina hanno chiamato tutti disdicendo per via dell’influenza”, ci ha raccontato il proprietario di un esercizio rinomato. La gente non si fida, l’insidia potrebbe essere ovunque e allora meglio restarsene a casa se non obbligati a muoversi, ma
non prima di aver svuotato i supermercati per fare provviste. Scaffali vuoti, casse d’acqua esaurite, in alcuni punti vendita si vivono scene mai viste da queste parti. 


COMUNICAZIONE A MEZZANOTTE - Preoccupazione che ha colpito anche il mondo del pallone, non solo quello ad alti livelli ma anche quello delle centinaia di scuole calcio sul territorio. La Lombardia ha fermato tutte le competizioni sportive, ma la comunicazione ufficiale sui telefoni dei genitori è arrivata solo dopo la mezzanotte, con i ritrovi dei ragazzi fissati a questa mattina alle otto. In molti si chiedevano come potesse essere possibile e in effetti la domanda non trova tante risposte. Anzi, non ne trova affatto. 

NIENTE È SCONTATO - Dove c’è incertezza c’è ansia e in questo momento storico entrambe a Milano passeggiano a braccetto. La città più avanzata d’Italia ha scoperto la paura. C’è timore nel compiere azioni che ci accompagnano nel quotidiano: recarsi in ufficio, uscire a fare la spesa, andare a cena. Niente è scontato, nella vita come nello sport. Chiusi anche gli stadi, come giusto che sia. Provvedimento che ci fa ulteriormente capire quanto l’emergenza sia concreta, perché lo sport si ferma solo in rare occasioni e questa che stiamo vivendo tutti rientra tra quelle.