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La Serie A punta a intercettare nuovi introiti, soprattutto sul fronte delle sponsorizzazioni di maglia. Tra le novità di quest’anno la crescita dei contratti di sleeve sponsorship (ovvero marchi commerciali presenti sulla manica sinistra della divisa). Rispetto solo a 10 anni fa le maglie da gara sono dei veri e propri cartelloni pubblicitari in movimento. In Italia non vedremo mai maglie-patchwork (come nel football sudamericano), ma le società si stanno aprendo a nuove opportunità di visibilità. Lo sponsor del materiale di gioco diventa il mezzo più visibile, oltre che la chiave di accesso principale per entrare nel mondo del calcio.

Non è un caso l’esplosione, proprio in questa stagione, delle sleeve sponsorship collegate a club della massima serie tricolore. Un mercato stimato in circa 17 milioni di euro, con investimenti medi per squadra vicini a 850mila euro. In totale 14 società di Serie A hanno firmato contratti di partenariato scommettendo sulla visibilità garantita da questo spazio commerciale. Soltanto 6 club (Fiorentina, Inter, Lazio, Roma, Sassuolo e Spezia) non presentano ancora contratti di sleeve sponsorship. Ad eccezione di Inter (impegnata prima a risolvere la querelle con Digitalbits) e Lazio (Binance vuole il massimo della copertura mediatica), il resto delle società in esame è al lavoro per individuare partner a cinque zeri.

Il comparto più forte è quello digitale con tre partner (Bitget per Juventus, Bitmex per Milan e Amazon per Napoli), che, da soli, pesano per 14 milioni. La parte restante (circa 3 milioni) si muove con investimenti compresi tra 65mila e 400mila euro. Al secondo posto, per numero di contratti, Torino (n.38 Wuber) e Udinese (Prosciutto San Daniele), entrambi con marchi del mercato alimentare. Anche l’automotive, infine, presenta due accordi: DR automobiles con la Sampdoria e Leasys Rent con l’Hellas Verona.
Nonostante la crescita esponenziale di questo mercato, in Italia, purtroppo, siamo anni luce rispetto a ciò che avviene in Premier League, dove, già nel 2021/22, il numero di sleeve partner era pari a 19 (su 20). Sempre in Inghilterra il Chelsea, di recente acquistato dal consorzio che fa riferimento al finanziere statunitense Todd Boehly, ha firmato per la stagione in corso (oltre 23 milioni di euro annui) con WhaleFin, piattaforma digitale specializzata nel settore trading e dei prestiti in criptovalute.

Un elemento di riflessione per i vertici del nostro prodotto di punta (la Serie A), ma soprattutto per le aree marketing dei 20 club della prima divisione, che dovrebbero aprirsi, in tempi rapidi, a mercati e marchi internazionali.