Piccoli fenomeni italiani crescono. Se l'ultimo anno per i big, nel calcio e nella musica è stato tutt'altro che esaltante, con una Nazionale maggiore che non si è qualificata per il Mondiale in Russia e nessuna uscita discografica degna di nota tra i grandi della musica di casa nostra, il futuro sembra più che roseo. 
Il nuovo ct Roberto Mancini sembra in grado di dare un'impronta fresca e qualitativa a un collettivo giovane e talentuoso (dal classe 1999 Donnarumma fino ai 1992 Verdi e Zappacosta, passando per il 1997 Chiesa, il 1995 Romagnoli e il 1994 Berardi solo per citarne alcuni). 

Dietro la Nazionale maggiore c'è poi un gruppo ancora più giovane che fa ben sperare. Si tratta dell'Under 19 di Nicolato, che si è qualificata per le semifinali dell'Europeo in Finlandia (e di conseguenza per il prossimo Mondiale Under 20) grazie ai gol dello juventino Moise Kean (classe 2000), dell'interista Andrea Pinamonti (1999), del romanista Nicolò Zaniolo (1999) e alle prodezze del portiere milanista Alessandro Plizzari (2000), la scorsa stagione in forza alla Ternana. In semifinale, in programma giovedì alle ore 14, ci tocca la Francia, quella stessa Francia campione in carica, che all'ultimo Europeo in Germania schierava un certo Mbappé: facendo un paragone c'è da essere speranzosi. 

Come c'è da essere positivi, se si ama la musica italiana, a girare per i tanti festival estivi di musica indipendente che ogni anno affollano lo stivale. Una schiera di piccole manifestazioni dove poter ascoltare in tranquillità (e a prezzo contenuto, che non guasta) talenti che un paio d'anni dopo potrebbero riempire palazzetti e stadi. Non ultimo il Woodoo Fest, festival a Cassano Magnago in provincia di Varese ben organizzato nonostante il budget limitato, ottimo per l'atmosfera rilassata che si respira ma soprattutto per la qualità della line up, degna dei migliori "talent scout". Basti pensare che in passato ci hanno suonato tra gli altri Calcutta (che a breve farà un concerto sold out all’Arena di Verona) e Lo Stato Sociale (secondo a Sanremo 2018), Bloody Beetroots (che ha fatto uscire tra le altre cose un singolo con Paul McCartney), Ghali (che riempirà il Forum a ottobre), Ex Otago, Giorgio Poi, Gazzelle e Canova. Quest’anno noi di Rock 'n' Gol abbiamo seguito il festival dall'inizio alla fine e ci sentiamo di consigliarvi cinque realtà qualitative che fanno ben sperare. 

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COSMO - Più che una speranza, ormai una certezza. L'eclettico cantante di Ivrea sorprende nei live con un mix di elettronica, cantautorato e synth pop, accompagnato soltanto da due percussionisti. Una bomba che dietro all'energia che emana nasconde testi d’autore, non a caso è anche un professore di storia. L'ultimo album, Cosmotronic, diventerà pietra fondamentale della musica italiana, c'è da starne certi.  

FRAH QUINTALE - Il fu rapper bresciano, ha iniziato la sua carriera solista nel 2012, dopo un periodo iniziale nel duo hip hop con il fratello Merio. Oggi Frah unisce pop e indie rock, senza mai tralasciare del tutto le sue origini rap, generando (anche grazie alla produzione di Ceri, già al lavoro con Coez) pezzi ammiccanti come Colpa del Vino e MissiliGALEFFI - Il cantautore romano, che ama il calcio al punto da aver intitolato Scudetto il suo disco d'esordio e 'Totti-gol' un suo pezzo, crea un pop ricercato, con testi semplici ma intrisi di citazioni letterarie. Si sente, tanto, il suo amore per il brit rock e per la musica britannica in generale, tanto che nei live non fa quasi mai mancare una cover di Candy di Paolo Nutini. 

THE ANDRE' - Il più strano tra i nuovi artisti italiani, The Andrè canta la trap con una voce spaventosamente simile a quella del grande Fabrizio De Andrè, nascosto dietro un telo. Qualcuno potrebbe storcere il naso (e in effetti da amante del cantautore genovese qualche dubbio viene) ma l'effetto dei pezzi di Ghali, Liberato e Dark Polo Gang solo voce e chitarra ha qualcosa di particolarmente ricercato.  

COMA-COSE - Il duo rap milanese composto da Fausto Lama e Francesca "California", ha fatto uscire il disco d'esordio nel 2017, dopo un incredibile successo dei propri brani su Youtube. Si sono conosciuti perché lavorano come commessi nello stesso negozio e cantano Milano citando Lucio Battisti e Francesco De Gregori. Sono il volto ricercato del rap contemporaneo. 

TOP 10 - La top ten musicale Fimi-gfk dell'ultima settimana in Italia è composta solo da giovani italiani a suon di rap: 9 su 10 hanno meno di 30 anni, 6 su 10 sono addirittura sotto i 25. Al primo posto c'è il vincitore di Amici: il 22enne Irama, in testa da 7 settimane. Entra in seconda posizione Rkomi, che di anni ne ha 24. Chiude il podio Capo Plaza, 20 anni. A seguire ci sono Carl Brave (28), Drefgold (21), Gemitaiz (29), Biondo (20), l'imbucato Luché (37), Sfera Ebbasta (25). Chiude i primi 10 l'unica donna: Emma Muscat (18). 

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