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Protagonisti della più grande rivalità del calcio e una delle più grandi dello sport, Cristiano Ronaldo e Lionel Messi hanno segnato e dominato un'epoca del pallone. Campo teatro di sfide epiche, ma la storia sarebbe potuta essere molto diversa: i due 'nemici' infatti, avrebbero potuto essere compagni di squadra.

A raccontare il retroscena è Guillem Balagué per Sport, che rievoca i fatti che hanno portato nel 2009 all'addio di CR7 al Manchester United, direzione Madrid sponda Real. A gennaio, tuttavia, le dimissioni di Ramon Calderon da presidente dei blancos, alcune dichiarazioni di Eduardo Fernandez de Blas (presidente dell'Etica Madridista, disse che con i soldi necessari per CR7 si potevano comprare più giocatori spagnoli) e determinate indiscrezioni lanciate dalla stampa spagnola fecero infuriare Sir Alex Ferguson e furono a un passo dal far saltare un accordo già definito: Vicente Boluda, che prese le redini del Real tra l'addio di Calderon e l'arrivo di Perez, interpretò le dichiarazioni di Blas come un affronto personale e decise di non voler essere lui a 'buttare' quasi 100 milioni di euro per CR7.
E Jorge Mendes non aveva alcuna intenzione di restare con le mani in mano. Preso atto del 'ritiro' del Real Madrid e dell'accordo tra Ronaldo e Ferguson che permetteva al portoghese di liberarsi al termine della stagione per una cifra ragionevole, il potente procuratore era già pronto a valutare altre due offerte arrivate: quella da 150 milioni di euro del Manchester City e, soprattutto, quella da 105 milioni del Barcellona. E in quel Barça, un Leo Messi 21enne alla seconda stagione con Guardiola, avrebbe potuto condividere lo spogliatoio con Ronaldo.

Uno scenario che fece tremare il Real: "Se Ronaldo firma per il Barcellona, passeremo dieci anni senza vincere un titolo" disse un dirigente delle merengues. E allora la svolta: il CEO José Angel Sanchez intervenne, convinse Boluda a tornare sui suoi passi e a riaprire l'affare chiamando anche il suo imminente successore Florentino Perez. Una telefonata che bastò a risolvere la situazione: niente risoluzione dell'accordo e avanti con l'operazione Ronaldo, che in estate divenne infine madridista per poi approdare alla Juventus nel 2018. Per pochi giorni, però, quello che sembrava impossibile fu davvero possibile: Messi e Ronaldo, non rivali ma compagni di squadra. E chissà cosa sarebbe potuto succedere.