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  • Cristiano Ronaldo vince la causa a metà, la Juventus dovrà pagargli 9,8 milioni più interessi: il comunicato dei bianconeri

    Cristiano Ronaldo vince la causa a metà, la Juventus dovrà pagargli 9,8 milioni più interessi: il comunicato dei bianconeri

    • Redazione CM
    La Juventus dovrà pagare 9,8 milioni lordi (più interessi) di stipendi arretrati a Cristiano Ronaldo. Questa è la decisione stabilita dai tre arbitri (Gianroberto Villa, Roberto Sacchi e Leandro Cantamessa) nella disputa tra il fenomeno portoghese e il club bianconero. La vicenda fa riferimento alle mensilità differite (mai versate al lusitano) dalla Vecchia Signora nelle cosiddette manovre stipendi. Una vittoria importante in questo contenzioso civile per CR7 che costerà molto anche in termini di bilancio per la Juventus, che negli esercizi precedenti non aveva accantonato alcuna quota di rischio per la questione.

    IL COMUNICATO UFFICIALE -Il Collegio Arbitrale, pronunciandosi definitivamente, respinta o assorbita ogni altra questione, domanda ed eccezione, anche istruttoria delle parti
    • ​1) in accoglimento della domanda formulata “in estremo subordine” da Cristiano Ronaldo Dos Santos Aveiro, accerta la responsabilità precontrattuale della convenuta per i motivi esposti in narrativa e, per l’effetto, considerato il concorso di colpa attribuibile all’attore, condanna Juventus F.C. S.p.A. a pagare a Cristiano Ronaldo Dos Santos Aveiro la somma di Euro 9.774.166,66, con la rivalutazione dal dì del dovuto e gli interessi legali dalla richiesta al saldo sulla somma annualmente rivalutata;
    • 2) compensa integralmente tra le parti le spese di difesa, oltre alle spese del Collegio Arbitrale come già liquidate nelle ordinanze emesse durante il procedimento, e poste a carico solidale stesse in ragione, nei soli rapporti 72 interni, della quota del 50% ciascuna. Così deciso a maggioranza, con il dissenso dell’arbitro prof. avv. Roberto Sacchi, in conferenza personale degli arbitri in Milano, nelle date del 15 febbraio 2024, 22 febbraio 2024, 7 marzo 2024 e 10 aprile 2024”.

    IL CASO - L'asso portoghese aveva presentato denuncia presso il Collegio Arbitrale al fine di ottenere dal club bianconero i 19,5 milioni di euro, a cui aveva rinunciato nel corso dell'"annata Covid" 2020/21 e che avrebbe rivoluto indietro, in seguito alle carte firmate nell'ormai celebre "seconda Manovra Stipendi" sottoscritta in forma privata dai giocatori con l'allora presidente Andrea Agnelli. 

    IL COMUNICATO DELLA JUVENTUS - "Juventus Football Club S.p.A. (“Juventus” o la “Società”), con riferimento al giudizio arbitrale instaurato dall’ex tesserato Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro (“Ex Tesserato”) nei confronti della Società, comunica che in data odierna il Collegio Arbitrale ha trasmesso alle parti il lodo reso nella controversia. Gli Arbitri, con decisione a maggioranza, hanno riconosciuto la validità dell’accordo di riduzione dei compensi dell’Ex Tesserato nella stagione sportiva 2020/21 e rilevato l’assenza di alcun accordo di integrazione concluso tra le parti, ritenendo, dunque, che la c.d. “carta Ronaldo” non abbia alcun effetto vincolante; pertanto, hanno rigettato le domande dell’Ex Tesserato di nullità dell’accordo di riduzione dei compensi e di adempimento dell’accordo di integrazione; hanno altresì rigettato la domanda di annullamento dell’accordo di riduzione dei compensi, rilevando l’assenza di dolo in capo alla Società, la cui condotta non ha inciso sulla volontà dell’Ex Tesserato di sottoscrivere il predetto accordo di riduzione; hanno accolto parzialmente la domanda formulata in estremo subordine dall’Ex Tesserato, accertando la responsabilità precontrattuale di Juventus derivante dal fallimento della trattativa e condannato la convenuta al pagamento di una somma pari a circa Euro 9,8 milioni (corrispondente alla metà della richiesta dell’Ex Tesserato, pari a circa Euro 19,6 milioni). La Società, anche con il supporto dei propri legali, sta esaminando la decisione del Collegio Arbitrale, riservandosi ogni valutazione e iniziativa a tutela dei propri diritti".

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