Pensavamo che il punto più basso fosse stato toccato con la retrocessione, e invece…Il Crotone rischia seriamente di disputare parte, o addirittura, l’intero campionato di B da esule, fuori dalle mura casalinghe delle Scida. Il prossimo 19 luglio, infatti, le strutture amovibili che hanno permesso di raggiungere la capienza minima di 16 mila posti previsti per uno stadio di Serie A e di superare il vincolo archeologico a cui l’area è soggetta, verranno smantellate, e insieme a queste anche alcuni locali degli spogliatoi e delle sale stampa, rendendo l’impianto, di fatto, inservibile. Il Soprintendente del MiBACT, Mario Pagano, ha già fatto sapere che all’attuale struttura sportiva non verrà concesso nessun permesso speciale anche perché, come affermato dallo stesso Pagano in risposta alla richiesta del Procuratore di Crotone Giuseppe Capoccia: “[…] la recente retrocessione in serie B del Crotone fa sì che la concessione di una proroga non rivesta carattere di necessità ed urgenza”. Per la serie “Passato il santo, passata la festa”.

L’unico modo per assistere al prossimo campionato cadetto dagli spalti dello Scida, al momento, è quello di ripristinare lo status quo ante Serie A, con un ritorno al passato, che per il Comune però comporterebbe un ulteriore esborso di denari. (La vedo durissima). Gira che ti rigira, il problema rimane sempre quello: l’impreparazione perenne delle nostre classi politiche, attuali e passate, che nel tempo non hanno saputo (voluto?) dipanare la matassa. Il colore e la militanza qui non c’entrano nulla, si sapeva già due anni fa che la concessione per l’utilizzo della struttura sportiva avrebbe avuto carattere di temporaneità, e nonostante ciò non si è corso ai ripari, sperando, come sempre, nel miracolo last minute. Non ci vengano a dire che la richiesta di proroga, seppur presentata nei tempi, era l’unica opzione possibile per evitare lo scenario che, purtroppo, via via va diventando sempre più reale. Allo stesso modo, e più o meno dalla stessa quantità di tempo, si parla di nuovo stadio, si sa che sarà un gioiellino (su quali basi poi), dovrà essere un vanto per tutta la Calabria, anche se la posa della prima pietra resta fissata a data da destinarsi.

Attenzione, però, a non cadere nella tentazione di scegliere se stare da una parte o dall’altra. L’immenso e unico patrimonio archeologico sembra essere diventato, per alcuni, l’ostacolo, il primo nemico dell’FC Crotone. Che eresia! Che figura barbina! Eppure, vi assicuro, esistono teste “pensanti” che non esiterebbero un secondo a sacrificare secoli di storia in nome di una viscerale fede per lo Squalo, alternata a intervalli regolari con quella per qualche squadrone del nord. Un compromesso non è solo possibile, è doveroso. Non prendetevela neanche con le persone che cercano di difendere gli ultimi resti di una civiltà gloriosa e sicuramente molto più saggia di chi questa situazione l’ha creata.