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La pandemia di Covid-19, tra i diversi cambiamenti che ha apportato alla nostra vita di tutti i giorni, ha costretto diversi settori a rivedere la propria politica lavorativa, per potere sopperire alle varie restrizioni. Il settore preso in analisi in questa circostanza è quello culinario, più specificatamente della ristorazione, che possiamo inserire tra le attività che hanno accusato maggiormente il periodo pandemico e tutto ciò che ne è conseguito.

Per una ristorazione fortemente indebolita dalla mancanza del servizio al tavolo, nella maggior parte dei casi non permesso oppure forzato da determinate limitazioni, ce n’è stata una capace di cadere in piedi e che ha avuto modo di crescere ed ampliare il proprio mercato, ovvero quella basata sul food delivery. Durante i vari lockdown imposti, molti ristoratori hanno ben pensato di affrontare il problema grazie allo strumento della consegna a domicilio, per mezzo di un’applicazione o di un sito. Il tutto ha permesso un’impennata delle richieste di consegna casalinga e sostenuto i ristoratori in crisi, causando la nascita delle cosiddette “ghost kitchens”, come raccontato in un articolo pubblicato dal post.
Per “cucina fantasma” si intende il luogo dove vengono svolte le preparazioni dei piatti destinati alla consegna a domicilio, all’interno di questi laboratori, definiti “ristoranti virtuali”, dove lo spazio al di fuori del suddetto luogo non può essere utilizzato per accogliere clienti. In alcuni paesi del nostro continente, tra i quali UK, Francia e Spagna, il fenomeno ha assunto proporzioni enormi, causando dibattiti riguardanti anche gli aspetti giuridici di tali esercizi o lamentele da coloro che abitano nelle vicinanze di queste cucine.

È necessario parlare delle ghost kitchen, o altrimenti dette “dark kitchen”, come vere e proprie cucine indipendenti che non appartengono ad uno specifico ristorante. Esse si mettono puramente a disposizione del cliente che vuole ricevere direttamente il proprio ordine a casa, a dimostrazione di una tendenza esplosa con l’avvento della Pandemia, ma iniziata per la verità ben prima di essa: nel 2019, infatti, il fatturato mondiale annuo del food delivery aumentò del 56% rispetto all’anno precedente. Le prime cucine fantasma sono state lanciate negli USA per mano di imprenditori lungimiranti e si sono poi diffuse in tutto il resto del mondo; nell’Aprile 2020 raggiunsero anche l’Italia, con la prima attività aperta a Milano.