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Ha destato non poco scalpore la notizia uscita nel corso della settimana, secondo la quale Milan e Inter starebbero pensando all'imminente demolizione di San Siro e alla costruzione di un nuovo stadio. Ne abbiamo parlato con Antonio Cunazza: storico dell'architettura sportiva ed esperto di stadi, nonché fondatore di Archistadia, il più importante sito italiano in tema di stadi.​

Con che stato d'animo ha affrontato l'incredibile notizia sulla possibile demolizione di San Siro?
"Sinceramente l'ho presa male, e ti confesso che per me è stato un vero e proprio shock, soprattutto perchè la demolizione totale è un'ipotesi che trovo folle visto che stiamo parlando di un vero e proprio monumento del calcio. Uno degli stadi più famosi a livello mondiale, forse il più riconoscibile e iconico in assoluto, per via delle sue inconfondibili torri e di quell'architettura di stampo brutalista che gli conferiscono quello stile apprezzato in ogni parte del mondo e che non ha niente da invidiare a nessun altro, per monumentalità, proporzioni, storia e fascino.Uno stadio che già da solo costituisce un brand quantificabile sui 25 milioni di euro, un brand che chiaramente verrebbe perso per sempre nel caso in cui si decidesse di demolirlo e ricostruirlo, perchè non basterebbe riappicicare l'etichetta di San Siro per riprodurre la magia dell'attuale stadio. E del resto lo abbiamo già visto con Wembley, dove il fascino della vecchia struttura si è perso per sempre e non ha nulla ache fare con il nuovo impianto realizzao nel 2006. Ma li l'operazione fu necessaria in quanto il vecchio Wembley era effettivamente uno stadiolo debole e fatiscente e senza nessun tipo di potenzialità a livello di ristrutturazione, discorso che non vale assolutamente invece per il nostro San Siro, che di potenzialità a livello di sviluppo ne ha invece moltissime".

Secondo lei perchè si è arrivati ad una decisione del genere?
"Innazitutto partiamo col dire che di deciso non c'è ancora nulla, nonostante la notizia abbia voluto far passare questo messaggio. La mia sensazione è che si tratti di una notizia fatta uscire appositamente soprattutto per testare la reazione dell'opinione pubblica e capire se ci sono possibilità concrete di realizzazione".​

Il fatto che un simile progetto sia riconducibile soprattutto al Milan non fa venire il sospetto che dietro tutto ciò ci sia soprattutto la volontà di Elliott di costruire un nuovo stadio?
"Ci vedo lo zampino di Elliott, ma non solo il suo. Ci vedo lo zampino di tutta la dirigenza rossonera a partire da Gazidis, che in tal senso all'Arsenal ha già avuto esperienze di questo tipo, fino ad arrivare al presidente Scaroni, che evidentemente è favorevole ad un'operazione di questo tipo, soprattutto nell'ottica di creare un nuovo asset in grado di aumentare l'indotto della società, soprattutto da un punto di vista immobiliare, anche se poi un nuovo stadio non so quanto potrebbe dare nuova linfa alle casse rossonere, visto che comunque sarebbe in comune con l'Inter. La cosa che veramente mi stupisce di più in tutta questa storia è il fatto che si andrebbe a costruire nella stessa zona realizzando un impianto che a parte il fatto di essere nuovo di zecca avrebbe da offrire molto di meno rispetto all'attuale stadio, sia in termini di capienza che di fascino storico. E' paradossale poi che una simile ipotesi stia scandalizzando molto di più gli stranieri che gli italiani stessi, a dimostrazione del fatto che in Italia c'è un vero e proprio problema di tipo culturale legato alla salvaguardia delle propria storia e architettura, ma qui il discorso si farebbe molto lungo".​

Se invece di essere distrutto, si pensasse ad un'ipotesi di ristrutturazione, come potrebbe essere ripensato San Siro?
"Tra le cose da salvare ci sono sicuramente le sue gradinate, con la loro inconfondibile inclinazione e vicinanza al campo, due caratteristiche che rendono San Siro uno stadio ottimo per poter vedere la partita da qualsiasi angolo della struttura, anche dal terzo anello checché se ne dica. Tra le cose da cambiare invece sicuramente c'è la copertura, che con la sua pesante struttura metallica ha sempre dato non pochi grattacapi nel corso degli anni. In tal senso si potrebbe ripensare ad una struttura più moderna, leggera e avvolgente. Realizzata con materiali di nuova generazione, molto più semplici da gestire a livello di manutenzione e magari anche con delle funzioni di raccolta energetica e riciclo delle acque piovane. Per quanto riguarda invece la parte architettonica si potrebbe tranquillamente pensare ad un nuovo processo di razionalizzazione dei posti, magari realizzando una nuova avveniristica tribuna sul lato della tribuna arancio, andando cosi a completare la parte mancante del terzo anello, magari ispirandosi ad esempi come la nuova Main Stand di Anfield. Perchè San Siro proprio in quella direzione dovrebbe guardare, ispirandosi a modelli virtuosi come appunto Anfield, Old Trafford il Luzhniki o il Soldier Field di Chicago. Tutti stadi storici sui quali si è intervenuto nel corso dei decenni in modo intelligente, senza andare a stravolgere totalmente la struttura originaria, ma semplicemente integrandola con tutti i servizi commerciali e non, necessari in uno stadio dei giorni nostri".

Non trova paradossale che nel 2026, a 7 anni dal centenario della nascita di San Siro, anziché puntare sull'enorme fascino e suggestione che potrebbero scaturire da un simile evento, si parli invece della sua possibile demolizione?
"Si, lo trovo non solo paradossale, ma del tutto assurdo, anche perchè stiamo parlando di una struttura che teoricamente avrebbe già dovuto godere del vincolo dei beni culturali di tipo architettonico. Una qualifica che solitamente scatta dopo i primi 70 anni dalla realizzazione. Uno status che però stranamente, nel caso di San Siro non è mai scattato, e la cosa mi incuriosisce non poco visto e considerato che per esempio vale per le scuderie de vicino ippodromo. Una simile stranezza già di per se dà il là a pensieri maliziosi, soprattutto in giorni come questi"​

Alla luce delle statistiche relative al botteghino di San Siro, dove nel corso delle ultime due stagioni le milanesi hanno registrato un importante ritorno di presenze, con una media spettatori che nel caso dell'Inter si attesta anche sopra i 60.000 spettatori, non trova che un nuovo stadio con una capienza massima di quel tipo sia insufficiente per una piazza come Milano?
"Certo che si, infatti trovo assolutamente miope questa fissazione tutta italiana per stadi che non dovrebbero sorpassare i 50-60.000 posti. Soprattutto perchè all'estero tutti stanno puntando sull'accrescimento costante della capienza dei propri impianti. Trovo soprattutto assurdo che un discorso del genere possa essere fatto per una piazza come Milano che può contare su dei dei club più importanti nella storia del calcio, club che per seguito e tradizione sono al livello di Real Madrid e Barcellona. Quindi troverei anche umiliante questo ripensarsi in un'ottica al ribasso, due club come Milan e Inter, non solo non lo meritano per la storia che hanno avuto, ma soprattutto non se lo possono permettere per il futuro che avranno".

La mia ultima domanda è relativa alla sua veste di direttore di Archistadia, che ormai da diversi anni è diventato il sito numero uno in Italia per tutti gli appassionati di stadi del nostro paese, e chiedo quindi perchè lo stadio oggi come oggi è diventato un argomento cosi importante e appassionante, tanto da coinvolgere sempre di più anche coloro che poi in fin dei conti non sono neanche cosi appassionati di calcio?
"Credo che lo stadio scateni cosi tante passioni perchè ha un valore sociale unico e impareggiabile, superiore anche a quello del teatro o di altri luoghi di aggregazione, non fosse altro perchè racchiude in se un numero di persone estremamente superiore, e quindi anche se da un punto di vista architettonico viene considerato un edificio meno nobile rispetto ad altri, poi però si riscatta con l'importanza che riveste nell'immaginario collettivo delle persone. Lo stadio è il luogo che piu di tutti riesce a raccogliere la voglia di stare insieme della gente ed è proprio per questo che scatena cosi tanta passione"

 

@Dragomironero